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La musica che emerge: gli STORNAVANTI oltre “Il cielo senza stelle” | INTERVISTA

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Gli STORNAVANTI nascono nella periferia romana nel 2019 dall’incontro tra Stefano Carinci (chitarrista e produttore) e Pierfrancesco Ceccanei (voce, autore e attore-doppiatore). “Il cielo senza stelle” è il loro ultimo singolo. Il testo e le note che lo compongono sono il racconto di un amore senza fine, ma anche senza inizio. Dall’intervista che segue fuoriesce una chiacchierata intima, più personale che professionale che va a sviscerare la vita di un artista emergente oltre la musica. 

“Sei passata così come fa il lunedì, senza troppe parole dette”: ma perché colleghiamo sempre, in modo metaforico, l’inizio della settimana all’ amore?

    Il lunedì essendo, appunto, il primo giorno della settimana viene collegato metaforicamente alla prima parte di una frequentazione poiché l’infatuazione al momento di una frequentazione è proprio l’inizio di una relazione che piano piano passa, si esaurisce con lo stallo di quest’ultima.

    “Il cielo senza stelle” parla di un amore senza fine. Secondo voi, cosa lega due persone a tal punto di non riuscire né a tornare indietro né ad andare avanti?

      Questa situazione possiamo definirla quasi un loop e sembra assurdo ma si genera molto spesso tra due persone, più di quanto immaginiamo. 

      Non siamo padroni della vera risposta a questo poiché crediamo che in ognuno di noi ci siano diverse motivazioni ma possiamo pensare che sia dovuto alle incertezze e alla paura di rendere più “responsabile” un rapporto, avanzando allo step successivo: quindi aprirsi di più verso l’altra persona per paura di rimanere scottati ma nello stesso momento l’idea di chiudere e far finire tutto fa stare male.

      Come mai avete deciso di indirizzare il vostro progetto verso una direzione più pop?

        In realtà noi siamo sempre stati influenzati dal pop. Fin dagli inizi quando addirittura potevamo definirci indie pop, ma la nostra anima è sempre stata rock specialmente nei live.

        Per questo poi abbiamo unito sonorità un po più aggressive ma sempre mantenendo quella vena pop. 

        Com’è fare musica a Roma? Vi siete mai sentiti “fuori dal giro” non stando a Milano?

          Roma fino a qualche anno fa è stata una bellissima vetrina soddisfacente.

          Ad oggi qualcosa è cambiato ma rimane comunque emozionante esibirsi sui palchi che offre. 

          Ovviamente non escludiamo l’ipotesi di esibirsi a Milano, sarebbe un onore portare la nostra frequenza anche lì. 

          Nella vostra vita quotidiana vi occupate solo di musica o fate anche altro? (Se si, come incastrate il tutto?)

            Si! Entrambi ci occupiamo anche di altro.

            Per questo, ogni giorno, lavoriamo al progetto principalmente di sera ma anche perché ci piace moltissimo scrivere e creare durante la notte.

            Da dov’è nato il duo “STORNAVANTI”?

              Stornavanti è nato fin da subito in duo nella nostra sala prova qui a Sacrofano. Prima ancora di definirci con un nome, abbiamo cominciato a scrivere delle demo quasi per gioco.

              Il tutto si concretizzò quando finimmo di scrivere il nostro primo brano fuori in giardino e decidemmo così di definirci, di darci un nome.

              Se voi foste la canzone di altri, quale sareste?

                Ci rispecchiamo in realtà in molte canzoni ma quella del “momento” è sicuramente “The kill (Bury me)” dei Thirty second to Mars perché è una canzone che ha dentro un contrasto: è malinconica ma allo stesso tempo molto esplosiva, parte in modo più intimo e poi cresce fino a diventare quasi liberatoria. 

                Ci riconosciamo in questo modo di unire una parte più emotiva e introspettiva a un’energia più rock.

                © Riproduzione riservata

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