PerAnnalisail futuro non significa necessariamente seguire le strade già battute. Anzi, nella sua idea di creatività è proprio il contrario:cercare ciò che ancora non è stato fatto, provare a essere imprevedibile, anche a costo di risultare imperfetta.
Annalisa si racconta in una lunga intervista al Corriere della Sera,ripercorrendo alcuni momenti della sua vita e della sua carriera e soffermandosi sui progetti che la attendono. Dall’intelligenza artificiale nel mondo della musica al primo, attesissimo concerto a San Siro, la cantante parla del suo modo di vivere la creatività e il successo, senza rinunciare alla propria idea di autenticità.
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Annalisa parla dell’intelligenza artificiale nella musica
“Ho dei paletti forti verso l’AI”racconta la cantante in un’intervista al Corriere della Sera. La distinzione, per lei, è soprattutto tra l’utilizzo della tecnologia come strumento creativo e la sua applicazione diretta alla musica. Nei visual non esclude a priori l’intelligenza artificiale:“Dipende dall’idea creativa e se c’è quella alla guida del processo l’AI può essere d’aiuto”.Sul terreno musicale, invece, la posizione è molto più netta: “È un no, è abolita”.
Annalisa dice di non avere paura che la tecnologia possa sostituirla nel suo percorso artistico, ma ammette di essere infastidita dall’uso dell’AI nel mondo creativo.E nella vita quotidiana, non rinuncia completamente a utilizzarla. La consulta anche per prendere decisioni pratiche, come è accaduto recentemente mentre valutava l’acquisto di una microcar, e ci tiene a precisare che spesso sbaglia.
È proprio il rapporto con l’innovazione a riportarla al principio che sembra guidare anche la sua musica.“Quando qualcuno mi dice “si è fatto sempre così, dobbiamo fare così anche questa volta” è proprio quando penso che dobbiamo fare diversamente”,spiega. Provare il non fatto, dire il non detto, costruire qualcosa che non possa essere confuso con quello degli altri.“Voglio essere imprevedibile, magari anche imperfetta, ma fare qualcosa che sia solo mia”.
Nel 2027 il primo San Siro di Annalisa
Una ricerca dell’identità che arriva in un momento particolarmente importante della sua carriera.Il 12 giugno 2027 Annalisasalirà per la prima volta sul palco di San Siro, un appuntamento che sta già preparando da tempo. Non sarà semplicemente una data in più all’interno di un tour: nel 2027, infatti, quella sarà l’unica occasione in cui si esibirà dal vivo. La cantante racconta di osservare da tempo ciò che accade nello stadio milanese, alla ricerca di idee per costruire il proprio spettacolo.
Tra i riferimenti c’è anche Taylor Swift,di cui Annalisa apprezza soprattutto la capacità di trasformare un concerto in un’esperienza collettiva. Non soltanto uno spettacolo, ma un momento fatto di condivisione, emozioni, ricordi e partecipazione.“Lei è riuscita a creare una comunità attorno alla sua musica”,osserva.
E proprio per questo, forse, il momento più difficile non sarà quello prima di salire sul palco.Annalisa immagina già ciò che accadrà dopo, quando il pubblico sarà andato via e resterà solain una camera d’albergo. La serata di San Siro, spiega, sarà speciale anche perché rappresenterà la fine di un percorso:“Quando tornerò in camera sarà un momento molto emotivo”.Il palco, però, non è l’unico luogo in cui Annalisa sembra voler difendere uno spazio personale.
Anche fuori dalla musica racconta di avere una cerchia ristretta di persone alle quali è profondamente legata.“Sono estrema. Siccome credo siano importanti quelle profonde e vere me ne prendo cura”,racconta parlando delle amicizie. Sono soprattutto rapporti nati molto prima della notorietà, legati al paese in cui è cresciuta e agli anni della scuola. La popolarità, ammette, può rendere più complicato capire quanto un rapporto sia autentico.È forse questa stessa esigenza di autenticità a tenere insieme i diversi aspetti del suo presente: la musica, la notorietà, il matrimonio e l’attesa di un appuntamento come San Siro.
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