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Propaganda neonazista online, perquisiti 17 indagati: 14 sono minorenni

Operazione del Ros e della Digos in dodici città. Nel mirino due gruppi social accusati di diffondere contenuti suprematisti, antisemiti e di incitamento alla violenza

3 Min di lettura

Diciassette persone, tra cui 14 minorenni, sono indagate per presunte attività dipropaganda suprematista, neonazista e di istigazione alla violenzaper motivi di discriminazione razziale e religiosa, con l’aggravante delle finalità diterrorismo.

I carabinieri delRose gli agenti dellaDigoshanno eseguito perquisizioni personali, locali e informatiche nei confronti degli indagati,residenti in diverse città italiane. L’operazione è stata condotta su delega delle Procure diRoma, ordinaria e per i minorenni, e diVenezia.

Le perquisizioni in dodici città

Gli interventi hanno interessatoRoma, Como, Catanzaro, Bologna, Milano, Reggio Emilia, Benevento, Genova, Udine, Palermo, Trento e Verona.Alle operazioni hanno partecipato i comandi provinciali dei carabinieri e le Digos territoriali, sotto il coordinamento della Direzione centrale della polizia di prevenzione.

Le indagini sono partite dalmonitoraggio online di ambienti accelerazionisti, suprematisti e neonazisti. Secondo gli investigatori, gli indagati avrebbero partecipato adue gruppi sui social networknei quali venivano diffusi contenuti razzisti, antisemiti e neonazisti, oltre a messaggi di esaltazione di attentatori suprematisti e di incitamento alla violenza contro le minoranze.

I due gruppi nel mirino

Uno dei gruppi è la “Chat del Nuovo Ordine Europeo“. Al suo interno, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero stati condivisivideo, immagini e documenti riconducibili all’ideologia nazista e suprematista bianca, insieme a contenuti di odio contro gli ebrei e messaggi di negazione dell’Olocausto.

Sarebbero inoltre comparsi manifesti dedicati ad attentatori suprematisti, tra cuiAdolf Hitler e Brenton Tarrant, autore della strage nelle moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda, nel 2019. Sempre secondo gli investigatori, nel gruppo sarebbero stati diffusi anche manuali e indicazioni tecniche per la realizzazione di ordigni esplosivi artigianali.

L’altro gruppo è denominato “F.F.I. (Fronte Fascista Italiano)”. In questo spazio sarebbero stati pubblicati messaggi di odio contro ebrei, persone di colore e omosessuali, oltre a video relativi a esecuzioni e massacri di minoranze etniche.

Propaganda e incitamento alla violenza

Tra i contenuti monitorati dagli investigatori ci sarebbero anche materiali di propaganda del gruppo suprematista “The Base” emanuali di autoaddestramentocontenenti tecniche per la realizzazione di azioni violente.

Le perquisizioni sono orafinalizzate anche ad acquisire ulteriori elementi utili alle indaginie a verificare il ruolo ricoperto dai singoli indagati all’interno dei gruppi. L’inchiesta riguarda in particolarela diffusione e la condivisione di contenuti di propaganda e istigazione all’odio e alla violenza,con particolare attenzione alla presenza di minorenni negli ambienti online monitorati.

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