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Tinto Brass, Stefania Sandrelli lo ricorda: “Era un angelo, un grande uomo di cinema”

La chiave è il film con cui Tinto Brass ha reso celebre Stefania Sandrelli. Oggi l'attrice lo ricorda con tanto affetto sebbene poi non abbia più voluto recitare in una pellicola da lui diretta

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Stefania Sandrelli deve molto a Tinto Brass. L’attrice ha avuto una grande fama con La chiave, film in cui ha recitato nuda. Ma secondo lei quella non fu la classica esposizione del corpo, lei non si considera un oggetto in quella pellicola, bensì qualcosa di più complesso, con più sfaccettature. Secondo lei in quel film, che poteva essere visto in chiave ironica, c’era un dito puntato contro gli uomini che avevano debolezze per le donne e che, soprattutto, consideravano l’essere femminile come un oggetto.

Sandrelli ha bellissimi ricordi di Tinto Brass. Con lui nessun imbarazzo, si è sempre sentita trattata benissimo. A Repubblica affida i propri pensieri e rivela che l’ultima volta che lo ha visto è stato un anno e mezzo fa, quando per sbaglio sua figlia Amanda uscì nuda dalla doccia, non aspettandosi quella presenza in casa. Brass in quell’occasione disse: “Amanda ma non c’è bisogno di farti vedere nuda, ti avrei presa lo stesso in un film” e si fecero una risata su.

Tinto Brass, Stefania Sandrelli: “Lui non mi lasciava sola, mi sentivo protetta”

Quando fai un film erotico e quindi esponi il tuo corpo hai bisogno di un regista che sappia guidarti e mai farti sentire ‘nuda’ in senso lato. All’inizio Sandrelli era spaventata, le avevano descritto Tinto Brass con pessimi aggettivi ed invece in lui trovò un uomo buono e attento: “Mi avevano detto che Tinto era un po’ villano, bruto. Ero già pronta a menare le mani, invece trovai un angelo, un grande uomo di cinema. Non mi lasciava sola un attimo. Sa quanto è importante per un’attrice sentirsi vestita dal proprio regista? Anche quando fai un film nuda, se il regista ti veste, cioè ti aiuta, ti senti protetta”.

Tinto Brass e La chiave

Stefania Sandrelli apprezza molto il film La chiave. La storia è ambientata nella Venezia del 1940, alla vigilia dell’ingresso dell’Italia nella Seconda guerra mondiale. Teresa (Stefania Sandrelli), una donna affascinante e ancora giovane, è sposata con Nino Rolfe, un anziano professore inglese e direttore della Biennale d’Arte. Per ravvivare un rapporto coniugale ormai logorato, Nino lascia volutamente in vista la chiave di un cassetto dove custodisce un diario segreto pieno di fantasie e desideri inconfessati. Teresa lo scopre e inizia a leggerlo; a sua volta comincia a scrivere un diario nel quale confessa le proprie passioni e una relazione clandestina con Laszlo, il fidanzato della figlia. Attraverso questi diari nasce tra i due coniugi un ambiguo gioco di confessioni, gelosia e desiderio che riaccende la loro intimità, ma che finirà per avere conseguenze drammatiche.

Sebbene quel film ricevette molte critiche – in molti lo ritengono misogino -, Stefania Sandrelli ha un parere diverso: ” La chiave è un film dalla parte delle donne. L’uomo fa la figura del cretino, come spesso accade agli uomini. Tinto mette in evidenza i difetti, i vizi maschili. Le donne invece hanno capito benissimo il film, da che parte stavo e si sono messe dalla mia. Se qualcuno non ha colto questo aspetto, allora non sapeva guardare”.

Quel film nel 1983 ottenne un successo strepitoso, tanto da incassare più di Rambo. Stefania non si pente di esserne stata la protagonista, sebbene poi non abbia più detto un ‘sì’ a Tinto Brass. Ma è rimasto tra di loro un rapporto forte e di stima reciproca. E racconta l’ultima volta che lo ha visto: “Un anno e mezzo fa, per il suo compleanno, a casa sua, sulla Cassia. Conservo una foto di noi due insieme. L’ho trovato molto affettuoso, era il Tinto di sempre. Credo sia rimasto sé stesso fino all’ultimo. Era un uomo forte, intelligente, istintivo. E con un senso dell’umorismo unico”.

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