Giorgia MelonieUrsula von der Leyensaranno oggi inEgittoper mettere a punto con il presidente Abdel Fattahal-Sisigli ultimi accordi per dare vita ad unpartenariato strategicoe per firmare un Memorandum tra l’Ue e il paese nordafricano. Formalmente al centro del dibattito ci sarà il tema dellerotte migratorie, ma la visita dei leader occidentali celainteressi geopolitici più ampi.
Von der Leyen e Meloni volano in Egitto
Nella visita ad al-Sisi, le due leader saranno accompagnate una serie di capi di Stato e di governo europei, tra i più preoccupati, insieme all’Italia, all’emergenza migranti. Tra questi il belga Alexander De Croo, il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis, il presidente cipriota Nicos Christodoulidis e il cancelliere austriaco Karl Nehammer.
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Bruxelles continuerà afornire denaroper sostenere iprogrammi egizianilegati allemigrazioni: la delegazione europea porta ad al-Sisi la promessa di altri 7,4 miliardi tra prestiti e sovvenzioni, previsti dal programma Ue, che celano,dietro gli intenti umanitari, un interessestrategico più ampio: quello di mantenerein vita il regime di al-Sisiper evitare l’implosione della bomba economica e sociale che tiene l’Egitto sul filo del rasoio e che avrebbe ripercussioni sui paesi vicini, tra cui l’Europa. Come?Iniettando liquiditànelle tasche del regime.
Meloni e von der Leyen in Egitto per finanziare il regime di al-Sisi
L’Egittoè attanagliato da un enormedebito pubblicoe da una crescenteinflazione. Inoltre è uncrocevia di popoliquindi è un paese di transito perché si trova, geograficamente, incastonato tra la Libia, il varco di Rafah ed è pericolosamente vicino al conflitto della Striscia. Non è un caso che questi finanziamenti abbiano ricevuto ilbenestare di Washingtone seguono lo sblocco del prestito da parte delFondo Monetario Internazionale,interessato a non fare crollare l’economia del paese nordafricano, visto il ruolo sempre più centrale nelle evoluzioni dei conflitti mondiali.
Tutto questo rende l’equilibrio del paesemoltoprecarioe nell’agenda diGiorgia Melonilastabilizzazionedel fronte nordafricano occupa un posto prioritario. Anche per dare corpo a quel tanto dibattutoPiano Mattei, che per nessun motivo deve rimanere lettera morta, pena la perdita della credibilità del governo sulla scena internazionale.
Meloni e von der Leyen in Egitto: le reazioni del parlamento europeo
La scelta di un tale approccio alle politiche migratorie si è però scontrato con le contestazioni al Parlamento europeo da parte di socialisti, verdi, liberali e anche una parte del Ppe, secondo i quali Bruxelles non può erogare fondi a un Paese autocraticodove democrazia e diritti umani non sono garantiti. Un approccio, quello di denaro in cambio dello stop alle partenze che “in questi anni ha solo calpestato diritti fondamentali e non ha prodotto una soluzione di solidarietà europea“, attacca la segretaria del PdElly Schleindefinendo “gravissimo” il fatto che Meloni e von der Leyen siano volate in Egitto con queste intenzioni.
Risulta evidente che laragion di Stato, e un possibile ritorno in termini di consensi elettorali, siano anteposte a qualunque principio più elevato, compreso iltabùsulla morte del giovane ricercatore italianoGiulio Regeni,che non ha ancora avuto giustizia.
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