Draghi ringrazia il Parlamento: «Qualche distinguo, ma l’Italia cerca la pace»

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Il premier fa il punto in vista del Consiglio europeo. Approvata la risoluzione, nessun riferimenti alla politica interna 

Draghi ringrazia le Camere, ottiene l’ok alla risoluzione e dribbla le questioni di politica interna. Questo in sintesi il quadro che emerge dall’intervento del premier Mario Draghi di mercoledì mattina al Parlamento, in vista del Consiglio europeo in programma giovedì e venerdì a Bruxelles.  

Dal premier un ringraziamento alle Camere «che con qualche distinguo ma in maniera unitaria hanno approvato la linea del governo». E poi anche la conferma dell’appoggio dell’Italia alla resistenza ucraina contro l’invasione russa, compreso l’invio di armi e l’applicazione delle sanzioni. 

Il documento passa con 410 voti favorevoli, 29 contrari e 34 astenuti. Nella prima parte del suo intervento in mattinata, il premier Draghi replica l’intervento tenuto a Palazzo Madama, con il sostegno dell’Italia alla candidatura di Kiev per l’ingresso nella Ue, la richiesta di intervento dell’Onu per sbloccare i porti ucraini ed evitare una «crisi alimentare senza precedenti», fino alla richiesta all’Europa di «muoversi con rapidità e decisione per tutelare i propri cittadini dalle ricadute della crisi innescate dalla guerra». 

«L’unità è fondamentale, in questi momenti, quando il Paese è sia pure indirettamente coinvolto in una guerra, le decisioni che si devono prendere sono molto complesse anche a livello personale, sono decisioni profonde, che hanno risvolti anche morali profondi e complicati. Per cui avere il vostro sostegno nel prendere queste decisioni è fondamentale per me. C’è una fondamentale differenza tra due punti di vista in base al primo punto di vista, che è quello mio sostanzialmente, l’Ucraina si deve difendere. Le sanzioni, l’invio di armi servono a questo. L’altro punto di vista è diverso: l’Ucraina non si deve difendere, non dobbiamo fare le sanzioni e non dobbiamo mandare le armi. La Russia è troppo forte, perché combatterla? Lasciamola entrare, lasciamo che l’Ucraina si sottometta, dopotutto cosa vogliono questi». E riguardo alla tragedia umanitaria derivante dalla crisi alimentare che sta per abbattersi «su coloro che sono i più poveri la colpa è delle sanzioni o dell’Europa? No, la colpa è della Russia che ha dichiarato guerra all’Ucraina», aggiunge. 

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