“Le sue dichiarazioni escono sulle agenzie prima ancora che lei le pronunci“. E’ gelo in Commissione Covid quando il presidente meloniano Marco Lisei fa notare all’audito Roberto Speranza, ex ministro della Salute ai tempi dell’emergenza, che le sue dichiarazioni sono state diffuse dalle agenzie di stampa ancor prima che iniziasse l’audizione.
“Scommetto che chiuderà il discorso con Papa Francesco. L’ho già letto su AdnKronos“, rincara Lisei all’ex titolare della Salute che ha accettato di parlare alla Commissione di inchiesta sulla gestione e le misure adottate per prevenire e affrontare l’emergenza epidemiologica, per fare chiarezza come da lui stesso sostenuto: “Sono a vostra disposizione. Ho liberato tutta la mia agenda per stare qui“.
Ebbene, questo tempismo tutt’altro che azzeccato, ha suscitato la reazione anche del capogruppo FdI in commissione, Alice Buonguerrieri: “Lei ha manifestato mancato rispetto delle istituzioni, ha dato fuori prima le sue comunicazioni piuttosto che renderle qui in commissione. Questo è il rispetto che lei e Arcuri portate alle istituzioni“, attacca subito la senatrice meloniana che poi gli chiede se non prova vergogna sulle circolari emesse durante la pandemia da Covid.
Circolari sulle quali Speranza dà subito il proprio punto di vista: “E’ stata fatta una campagna di propaganda ad hoc e senza precedenti. Una propaganda becera contro le istituzioni. Sono 73 pagine, con un coinvolgimento di Cts, Css e Aifa, tre circolari definite nella propaganda ‘tachipirina e vigile attesa’“.
Un intervento, quello di Speranza, che nell’introduzione è stato tracciato tra numeri e studi in difesa del suo operato negli anni più critici della pandemia, tanto da sostenere che “le chiusure, il cosiddetto lockdown, sono state fondamentali per la sicurezza sanitaria di moltissime persone. Siamo stati i primi a doverle applicare in Occidente“.
E poi il tema dolente e spinoso. Per Speranza i vaccini “sono stati il vero game changer della vicenda pandemica”, per poi aggiungere ancora numeri a sostegno della sue tesi: “Secondo l’Istituto Superiore della Sanità tra gennaio 2021 e gennaio 2022 grazie ai vaccini 151.532 decessi furono evitati. Così come, secondo il medesimo studio furono 517.807 le ospedalizzazioni evitate al Servizio sanitario nazionale“.
Quindi, la condivisione ai commissari del suo avvilimento personale: “Vivo con sofferenza l’idea che i vaccini o la fiducia nella scienza vengano percepiti con una caratterizzazione politica. Lo ritengo profondamente sbagliato“. Ma nessuna commozione da parte dei presenti, anzi l’inizio di uno scontro tra Buonguerrieri e l’ex ministro.
La capogruppo meloniana ha chiesto se Speranza e il Pd non si vergognassero e non avessero intenzione di chiedere scusa alle persone non vaccinate offese, secondo la commissaria, dall’ex titolare della Salute e dal suo partito. La replica è caustica: “Ai danneggiati dai vaccini ho dato 150 milioni di euro. Questi sono i fatti, il resto è propaganda, campagna elettorale” per poi aggiungere di capire che “lei deve fare un post, ma è un’offesa dire che il Pd offende le persone. Ci deve essere un limite“.
E poi l’affondo di Galeazzo Bignami, capogruppo FdI alla Camera, che nota la lotta in solitaria di Speranza, non difeso da nessuno dal Nazareno. “Da Speranza una narrazione autoassolutoria“, afferma il deputato al quale fa voce la senatrice meloniana Antonella Zedda che rincara: “Da Speranza solo auto-elogi e rifiuto ogni revisione critica“.
Quindi la chiosa dell’ex ministro in sua difesa: “L’unico obiettivo di questa commissione è apparso, troppo spesso, quello di colpire malamente i propri avversari politici. E provare a raccogliere qualche consenso di gruppi negazionisti e antiscientifici“.
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