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Calenda avverte: “Con Schlein il Pd è estrema sinistra”

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Il leader di Azione vuole occupare lo spazio tra le destra di Meloni e la sinistra di Schlein con o senza Renzi: “C’è un centro di elettori a cui bisogna parlare”. Sul progetto Terzo polo rottura dopo la crisi: “Per ora i gruppi parlamentari restano uniti poi vediamo cosa vuole fare Renzi nella vita”

Carlo Calenda, il leader di Azione, non ha dubbi: quello che serve ora è consentire agli elettori di scegliere un centro. Il Pd infatti, con la nuova segretaria Elly Schlein lascia il centrosinistra e si sposta a sinistra. L’obiettivo di Calenda oggi più che mai è quello di occupare lo spazio tra la sinistra di Schlein e la destra della maggioranza con proposte convincenti che parlino agli elettori del centro.

“La distanza con Schlein è siderale nel merito – afferma Calenda a Sky tg24 – sul salario minimo non ho ancora visto una proposta. Non mi convince quello che intende fare. Non possiamo restare altri cinquant’anni a fare le guerre su cosa era fascismo”, puntualizza il leader di Azione.

Adesso però, bisogna capire cosa resta del rapporto tra Calenda e Renzi dopo il periodo di crisi innescata dal poco entusiasmo che Renzi ha di investire sul partito unico secondo Calenda. Infatti, è stato proprio Calenda a rendere noto su Twitter della rottura del partito unico con Iv: “Il progetto del partito unico è naufragato per la semplice ragione che Renzi ha ripreso direttamente in mano IV due mesi fa e non vuole rinunciarvi. Legittimo anche se contrario alle promesse elettorali. Amen”.

“Renzi non è un mostro ma sono stati 20 giorni di attacchi continui: la situazione è degenerata”

“Per ora i gruppi parlamentari rimangono uniti perché paradossalmente sul merito delle questioni si lavora bene e continuiamo a farlo. Poi vediamo cosa vuol fare Renzi nella vita. Io quello non lo so, ho rinunciato a capirlo”, afferma Calenda sul periodo di crisi con Renzi.

Il periodo poco sereno tra i due è costato anche qualche insulto di troppo da giustificare. Calenda su questo afferma: “Non penso che Renzi sia un mostro ma sono stati 20 giorni di attacchi continui a cui non ho mai risposto. Alla fine la situazione è degenerata – continua- Io ho interesse a che la cosa funzioni perché ci ho messo la faccia ma nessuno è tenuto a fare cose impossibili. Io ho risposto una sola volta con un post sbagliato dai toni troppo forti. La mia linearità in politica mi ha portato a scelte molto faticose, è costosa. Volevo spiegarlo e non ci sono riuscito. È stato l’unico mio attacco personale a fronte del quale ne ho ricevuti valanghe”.

L’obiettivo di Calenda adesso è pensare agli elettori del centro con o senza il leader di IV: “In Italia serve un partito liberaldemocratico. Veniamo da una federazione che funzionava bene e che è stata rotta da Renzi. Ora è tempo di tornare a lavorare sulle cose concrete – prosegue – che interessano i cittadini, dal salario minimo alla sanità, e non ci sono scorciatoie. Azione è nata per fare le cose, non per essere trascinata in una guerra di retroscena”.

In vista del 25 aprile: “Sarò alle 10 al Pantheon con le associazioni partigiane del mondo Azionista”

Sull’anniversario della liberazione Calenda afferma: “Spero il governo tutto si riconosca nel fatto che le istituzioni repubblicane e democratiche nascono dalla Liberazione e che nessuno faccia distinguo, a parte La Russa che è un caso a parte. Spero che domani sia una festa di tutti”.

Mentre ad oggi un ritorno al fascismo urlato dalla sinistra Calenda lo esclude: “Non esiste un pericolo di ritorno alla dittatura in Italia – e spiega – in Italia c’è il pericolo che il fascismo venga considerato come una dittatura morbida. È un problema culturale che va combattuto a scuola dando il senso delle istituzioni repubblicane. Il fascismo è stato complice del crimine più grande dell’umanità”, ricorda il leader di Azione.

Per quanto riguarda il suo programma per domani 25 aprile afferma Calenda: “Sarò alle 10 al Pantheon con le associazioni partigiane del mondo Azionista per una iniziativa per la liberazione e di sostegno al popolo ucraino, e poi porto i miei figli per una visita privata alle Fosse Ardeatine”.

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