Il dibattito europeo sull’intelligenza artificiale e lavorosi fa sempre più acceso, mentre la Spagna discute di tassare le aziende che sostituiscono lavoratori con l’AI, l’Italia punta su incentivi miliardari per accelerare la transizione tecnologica.
- Intelligenza artificiale e lavoro, lo tsunami annunciato: 37 dipendenti ne fanno le spese
- Intelligenza artificiale e lavoro: Spagna e Italia tra robot tax e Piano Transizione 5.0
- L’uomo al centro: il ruolo delle politiche attive tra intelligenza artificiale e lavoro
- Intelligenza artificiale e lavoro alla ricerca di nuove regole che tutelino le persone
Intelligenza artificiale e lavoro, lo tsunami annunciato: 37 dipendenti ne fanno le spese
L’intelligenza artificialenon è più una prospettiva futuristica, mauna trasformazione già in corso; a Marghera sono37 i dipendenti licenziatidalla InvestCloud, società specializzata nel trasferimento digitale di servizi finanziari. La direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, ha recentemente definito l’arrivo dell’AIcome uno tsunami che colpisce il mercato del lavoro.
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I37 lavoratori saranno sostituiti da un nuovo modello organizzativo basato sull’intelligenza artificiale. Le stime ci dicono che quasi il 40% dei posti di lavoro a livello globale potrebbe essere influenzato dalle nuove tecnologie. Oggi gli algoritmi scrivono testi, analizzano dati, programmano software e supportano diagnosi mediche, prova che in molti casi la tecnologia non riduce il lavoro, lo sostituisce.
Intelligenza artificiale e lavoro: Spagna e Italia tra robot tax e Piano Transizione 5.0
In Spagnail governo di Pedro Sánchezha aperto alla possibilità di tassare le aziende che sostituiscono forza lavoro con sistemi di AIse una macchina genera valore economico al posto di un lavoratore, deve contribuire al sistema fiscale e previdenziale per garantire la sostenibilità del welfare.
Il licenziamento in massa di Marghera testimonia un approccio dell’Italiaopposto a quello spagnolo,che punta tutto sull’accelerazione degli investimenti. Il governo ha messo in campo il piano Transizione 5.0, un pacchetto di incentivi che mobilita circa 13 miliardi di euro nel biennio 2024-2025.
L’uomo al centro: il ruolo delle politiche attive tra intelligenza artificiale e lavoro
Il Ministro del Lavoro Marina Calderone ribadisce che “la persona resta al centro”. Tra le iniziative spiccaAppLI, l’assistente virtuale e “coach digitale” del Ministero che usa l’AI per facilitare l’incontro tra domanda e offerta, aiutando i lavoratori a scoprire talenti e opportunità.
L’idea è usare gli stessi algoritmi che trasformano il mercato per ridurre il mismatch di competenze. Eppure, resta un dubbio di fondo:lo Stato incentiva l’automazione e poi usa altri algoritmi per aiutare chi è stato sostituito a ricollocarsi in un mercato sempre più ristretto.
Intelligenza artificiale e lavoro alla ricerca di nuove regole che tutelino le persone
Già nel 1930, John Maynard Keynes parlava di “disoccupazione tecnologica” nel saggio Economic Possibilities for our Grandchildren. Keynes sperava che la produttività ci avrebbe liberato tempo per vivere meglio, lavorando meno. Oggi il problema sembra rovesciato: la tecnologia corre più veloce delle istituzioni.
Il caso di Marghera è emblematico, dimostra comel’intelligenza artificiale non sia affatto neutra, e per questo, vada sottoposta a regolamentazione e controllo democratico. La domanda resta aperta: se la produttività cresce grazie agli algoritmi, chi ne beneficia? La storia dell’economia insegna una cosa semplice: quando cambia la tecnologia, devono cambiare anche le regole.
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