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Bolsonaro, fuga clamorosa dal Brasile: a piedi passa per l’Argentina e poi vola negli Usa

Il figlio dell'ex presidente verdeoro Jair è atterrato negli States insieme alla sua famiglia entrando legalmente dal valico di frontiera del Ponte Internazionale Tancredo Neves e poi ha raggiunto, in aereo, la città ecuadoriana di Guayaquil

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Atterra nell’America del tycoon, dall’amico di famiglia, da ex leader, perdente, sotto inchiesta e politicamente screditato dal suo partito che ha riconosciuto la vittoria di Lula, presidente del Brasile per la quarta volta. E’ questo l’epilogo che ritrae plasticamente la fine della stagione politica dei Bolsonaro.

Già nel giorno della batosta elettorale, si capiva come sarebbe andata a finire e due giorni dopo arriva infatti la fuga negli Stati Uniti. Flavio Bolsonaro viola il divieto dei giudici e lascia il Brasile salendo su un volo diretto in Florida, dove il presidente a stelle e strisce Donald Trump è pronto a concedergli asilo. Quindi, nonostante i suoi passaporti fossero stati annullati dopo il rifiuto di consegnarli come gli era stato chiesto al termine delle elezioni, Bolsonaro jr accusato di corruzione e riciclaggio, contesta il risultato elettorale e fugge con moglie e figlie.

Bolsonaro sceglie quindi la strategia del padre, l’ex presidente Jair, che si era rifugiato negli Usa dopo la sconfitta sempre contro Lula nel 2022, e sconta ai domiciliari una condanna a 27 anni per aver pianificato un golpe. Insomma, niente passaporto? Nessun problema, ci pensa l’amministrazione Trump pronta a concedere asilo politico.

Ad aspettarlo nella calda Florida, invece, il fratello Eduardo, anche lui latitante, che vive tra Orlando e Miami, grazie alla green card rilasciata sempre dalla Casa Bianca senza batter ciglio nonostante il mandato d’arresto per la condanna definitiva a 4 anni e 2 mesi di reclusione perché riconosciuto colpevole del reato di aver utilizzato il suo ruolo per sollecitare sanzioni economiche da parte degli Stati Uniti contro il giudice che stava indagando.

E’ questa in sintesi la giornata febbrile in cui l’ex candidato alla presidenza ha fatto perdere ogni traccia di sé alimentando una sorta di giallo internazionale. “Non intendo lascia il Paese“, aveva detto alle porte della casa paterna di Brasilia, invece all’indomani mattina dai media argentini arrivano le prime indiscrezioni su un jet privato pronto per il decollo nell’aeroporto di Iguazu. E scartabellando tra i nomi dei passeggeri, c’era quello di Flavio.

Intanto la polizia brasiliana era già alle calcagna, verificando ogni valico di frontiera. Scadute le 24 ore il giudice ha annunciato l’annullamento dei suoi passaporti, ma ormai era tutto inutile. I suoi familiari avevano appena riferito ai media brasiliani della fuga verso di States. E con ogni probabilità, lui e la sua famiglia sono entrati clandestinamente, a piedi, in Argentina.

“Alle Alle ore 22:50 del 27/10 sono entrati attraverso il valico di frontiera del Ponte Internazionale Tancredo Neves, nella provincia di Misiones, Flavio Nantes Bolsonaro, Fernanda Antunes Figueira Bolsonaro, Carolina Figueira Bolsonaro e Luiza Figueira Bolsonaro, in possesso di documenti di viaggio validi“, comunicano su X dalla direzione nazionale delle Migrazioni argentina aggiungendo che alle 23.30, la delegazione in arrivo si è imbarcata su un volo privato con destinazione la città di Guayaquil, in Ecuador, secondo quanto indicato nel piano di volo.

Non pendono mandati d’arresto su Flavio ma al momento è indagato alla Corte suprema federale su due fronti. Nel caso Dark Horse con l’accusa di corruzione, riciclaggio di denaro ed evasione di valuta, nell’ambito dell’inchiesta sul finanziamento del film dedicato al padre. E nel caso Willer Tomaz dove l’accusa è sospetto riciclaggio di denaro e presunte irregolarità finanziarie legate a società e piattaforme di scommesse. In ogni caso, non essendo stato eletto, l’immunità di Bolsonaro jr finirà a febbraio.

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