Niente da fare. Come si temeva, nel pieno del periodo estivo, per chi si deve apprestare al rientro verso le città a fine vacanze in automobile, nessun cielo sereno all’orizzonte. La benzina supera infatti quota 2 euro al litro sulla rete stradale. L’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit indica che il prezzo medio “self service” lungo la rete stradale nazionale sale a 2,002 euro per la benzina, a fronte di ieri che era a 1,997, e a 2,116 euro al litro per il gasolio, che ieri era a 2,107. Quanto alla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2.007 euro al litro per la benzina (ieri 2,074) e 2,186 per il gasolio (ieri 2,178).
Numeri insomma da capogiro e che hanno inevitabilmente suscitato l’immediata reazione dei consumatori. E alla luce degli ultimi dati, si chiede al Governo di intervenire a stretto giro, prima della scadenza del 24 agosto, per innalzare la riduzione sul gasolio da 14 a 30 centesimi, così da far scendere il prezzo sotto i due euro al litro in autostrada e per fare finalmente qualcosa per chi ha l’auto a benzina.
Effettivamente, in questo scenario spinoso, il timer del taglio delle accise corre infatti veloce e dalla prossima settimana non ci sarà più quel sollievo, a meno che l’esecutivo non torni ad agire. Il governo fino ad oggi è ha formulato due interventi estivi che sono costati 370 milioni di euro ma dal 18 marzo, quando è stato varato il primo decreto per calmierare il costo dei carburanti, la spesa per provare a raffreddare i prezzi ai distributori p stata di 2,37 miliardi, dilazionata in nove provvedimenti.
Misure tampone, in vigore per pochi giorni o qualche settimana e poi rinnovate, nella speranza che nel frattempo si risolvesse la guerra in Iran. Ma purtroppo, con i negoziati su Teheran che sembrano sempre più svanendo, questa mattina il barie del Brent si piazzava in area 92 dollari contro i 70 pre-conflitto.
© Riproduzione riservata


