Carburanti, il flop dello sciopero “che deve far riflettere la categoria dei gestori”

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“Una categoria ostaggio del potere petrolifero e senza tutela sia da parte della politica che della giustizia”. Per FdI il vero problema e’ la rete distributiva in Italia. Il Pd parla dell’ennesima “retromarcia” del Governo

Distributori di carburante perlopiù aperti. E appare scarsa l’adesione allo sciopero proclamato dai sindacati Faib, Fegica e Figisc/Anisa  in segno di protesta contro il decreto trasparenza. L’Angac (Associazione Nazionale Gestori Autonomi Carburante) attacca lo sciopero e difende a spada tratta la categoria dei benzinai che definisce “una categoria ostaggio del potere petrolifero e senza tutela sia da parte della politica che della giustizia”. Per Fratelli d’Italia il vero problema e’ la rete distributiva in Italia e l’adeguamento ad impianti che consentano le ricariche elettriche, mentre il Pd parla dell’ennesima “retromarcia” del Governo e del fallito tentativo di scaricare sui gestori la responsabilità dei rincari sui carburanti.

Angac attacca lo sciopero e difende i gestori

Basta con gli inciuci tra compagnie petrolifere e sigle che abbiamo scoperto, l’evidenza ormai non si può nascondere e la maggioranza dei gestori lo ha capito. Angac (Associazione Nazionale Gestori Autonomi Carburante) – riferisce l’Associazione in una nota – ha una visione diversa di fare sindacato: è espressione di legalità, trasparenza e tutela dei gestori, parte debole della filiera. Una categoria disarmata che ha bisogno di riconquistare fiducia sulla rappresentanza sindacale non più rispondente alle esigenze del gestore.”

“Una categoria – continua Angac – che ha bisogno di riconquistare la propria identità, che ha paura nell’affrontare il prossimo futuro dettato da cambiamenti radicali in relazione alla transizione energetica. Una categoria delusa, apatica e senza prospettive, ridotta a sopportare vessazioni da parte delle compagnie petrolifere che, tramite accordi commerciali firmati da sigle che si autoproclamano maggiormente rappresentative, si ritrovano ad espletare un lavoro da veri schiavi del caporalato, con la paura costante che al minimo sbaglio o comportamento anomalo al fine di ottenere una remunerazione congrua di sopravvivenza, si ritrovano con la risoluzione del contratto. Angac (Associazione Nazionale Gestori Autonomi Carburante).

Di sicuro, “c’è bisogno di un rinnovamento della classe dirigente sindacale che in passato fino ad oggi – prosegue la nota – non è riuscita a convincere e conquistare quella fiducia ricercata dal gestore. E’ arrivato il momento di cambiare e azzerare tutto”.

Angac “lotterà all’infinito affinché’ emerga la distorsione e l’alterazione nel mercato della distribuzione dei carburanti e successivamente rivisitare normative e contratti perché il gestore possa esercitare il suo ruolo in maniera serena e giustamente remunerata, sconfiggendo tutte le vessazioni ad oggi esercitate”, conclude.

Per Foti (Fd’I), il vero problema e’ la rete distributiva in Italia

“Non mi pare ci siano state parole di censura nei confronti dell’attività meritoria di chi tiene aperte le pompe di benzina da parte del governo. E’ diversa la posizione, invece, per quanto riguarda alcuni adempimenti di un decreto legge che e’ stato emanato, per il quale già il ministro Urso ha cercato con le sigle sindacali di trovare un accordo”. Lo dichiara Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, su Skytg24. “Il vero problema e’ la rete distributiva in Italia del carburante e l’adeguamento ad impianti che consentano le ricariche elettriche. In questo scenario prendendo a motivo il decreto legge in esame, credo si possa allargare il campo ad altri arretrati da sistemare e a tante prospettive da definire”.

TOMMASO FOTI (FdI)

Il Pd parla dell’ennesima “retromarcia” del Governo Meloni

E del fatto che sia “fallito miseramente il tentativo di scaricare sui gestori la responsabilità dei rincari sui carburanti. L’esecutivo sta svuotando pezzo per pezzo il decreto Trasparenza, a testimonianza delle forti critiche arrivate dalle associazioni e dalle forze di opposizione come il Pd, che fin da subito ha sollevato tutti i limiti e gli errori del provvedimento. Così afferma la delegazione del Pd guidata da Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive della Camera, e composta dai deputati dem Anthony Barbagallo, Andrea Casu, Valentina Ghio e Cecilia Guerra, all’assemblea delle tre sigle dei gestori di carburanti. “Nella fase di conversione ci impegneremo perché il decreto venga modificato radicalmente e chiediamo fin da subito al governo di convocare un tavolo per intervenire sulle storture e arrivare a una riforma complessiva per rispondere ad una richiesta forte che arriva dall’intero settore”.

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