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Borse europee caute, salgono petrolio e rendimenti: Milano rallenta

Le tensioni tra Usa e Iran spingono i prezzi dell’energia e i rendimenti dei titoli di Stato. A Piazza Affari corrono Amplifon, Stellantis ed Eni, mentre Tim scivola dopo l’Opas di Poste

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Corrono senza una direzione netta, restando prudenti, le principali borse europee: Londra (+0,4%) è la migliore, subito dopo ci sono Parigi (+0,34%) e Milano (+0,2%), poi ancora Francoforte quasi piatta (+0,08%) e infine in negativo Madrid (-0,12%). Nel frattempo i Futures di Wall street sono in rosso.

Borse europee caute: le tensioni internazionali e l’aumento dei prezzi dell’energia

A condizionare la giornata sono soprattutto le tensioni internazionali e il nuovo balzo dei prezzi dell’energia. Gli investitori guardano alla possibile ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, questa volta con la mediazione del Qatar, mentre resta l’incertezza sul transito attraverso lo Stretto di Hormuz. Un quadro che continua a mettere sotto pressione il mercato energetico.

Il petrolio accelera con decisione: il Wti arriva a guadagnare oltre il 4%, portandosi sopra i 96 dollari al barile, mentre il Brent supera i 108 dollari. In rialzo anche il gas naturale, con il Ttf di Amsterdam intorno ai 74 euro per megawattora. In questo caso alle tensioni geopolitiche si aggiunge la riduzione della produzione norvegese legata alle attività di manutenzione di diversi impianti. Le tensioni sull’offerta del greggio e del gas causano inevitabilmente l’aumento del costo dell’energia, scatenando nuovi timori sull’inflazione. E’ così che anche le aspettative sui tassi sono influenzate.

La tensione è evidente sul mercato obbligazionario. Il rendimento del Btp decennale italiano sale al 4,58%, sui massimi da novembre 2023, mentre quello del Bund tedesco raggiunge il 3,64%, un livello che non si vedeva dal settembre 2008. Lo spread tra Btp e Bund si mantiene intorno ai 95 punti base. Sotto pressione anche i titoli francesi, con il rendimento del decennale vicino al 4,75%.

L’attenzione degli investitori è rivolta anche all’intervento della presidente della Bce Christine Lagarde a Strasburgo, mentre dagli Stati Uniti sono attesi nuovi segnali sul fronte macroeconomico. I futures di Wall Street si muovono intanto in territorio negativo, con Nasdaq, S&P 500 e Dow Jones orientati al ribasso.

Piazza Affari perde progressivamente terreno: ecco quali sono i titoli che ne condizionano l’andamento

Il principale indice di Piazza Affari, il Ftse Mib, a metà seduta si muove intorno alla parità, dopo aver registrato un rialzo dello 0,2% nelle ore precedenti. La protagonista della giornata è Amplifon, che guadagna oltre il 5%. A spingere gli acquisti è un report di Barclays sulle prospettive del settore della salute.

Corre anche Stellantis, che nel corso della mattinata arriva a superare il 3% di rialzo. Il balzo del greggio sostiene invece i titoli energetici: Eni avanza di circa il 2%, così come Saipem. Per Eni la seduta coincide inoltre con il primo giorno di applicazione del tetto al prezzo dei carburanti annunciato il 25 settembre. Tra le società a minore capitalizzazione si mette in evidenza Maire, in rialzo di oltre il 2,7% dopo l’annuncio di una commessa di progettazione in Louisiana nell’ambito dell’accordo con Argent Lng siglato lo scorso gennaio.

Sul fronte opposto scivola Tim, che cede circa l’1,5% nella prima seduta successiva alla chiusura dell’Opas di Poste Italiane. L’operazione si è conclusa venerdì 25 settembre e ha portato Poste a detenere l’85,82% del capitale di Tim, una quota inferiore alla soglia del 90% che avrebbe consentito lo squeeze out. Deboli anche Inwit, Avio e Fincantieri, mentre il comparto bancario procede senza una direzione precisa. Banco Bpm oscilla poco sopra la parità, mentre Mps, Intesa Sanpaolo e Mediobanca registrano variazioni contenute. Unicredit, dopo una fase negativa, torna invece leggermente positiva.

La seduta resta dunque dominata dalla prudenza. A frenare i listini non è un singolo fattore, ma l’incrocio tra tensioni geopolitiche, corsa dell’energia e aumento dei rendimenti obbligazionari. Un quadro che rende più difficile per Piazza Affari conservare lo slancio iniziale, nonostante la buona performance di alcuni dei suoi principali titoli.

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