Poggiate su degli espositori o sospese su fili che scendono dal soffitto come fossero installazioni artistiche. Le calzature diEccohanno catturato l’attenzione di tanti curiosi visitatori della110ema edizione di Pitti Uomoa Firenze. Il tema scelto questa volta è“The Pitti Pool”,un concept ispirato all’immagine della piscina come luogo di incontro, scambio e movimento.
L’installazione centrale della manifestazione richiama infatti l’idea di uno spazio fluido e dinamico, simbolo di un settore in continua evoluzione ma capace di tuffarsi con fiducia nelle sfide del futuro. Il messaggio si sposa molto bene con lo spirito innovativo e internazionale che caratterizza da sempre la kermesse fiorentina e trova riscontro anche nelle proposte dei brand presenti in fiera, tra cuiEcco.
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In molti si sono avvicinati alle pareti dello stand del brand danese per osservare da vicino scarpe rinomate perqualità, comfort e design. C’è chi si ferma a fare domande, chi si limita a osservare con interesse e poi c’è il testimonial e ambassador del marchio,Ignazio Moser, che dall’autunno 2025 promuove le sue calzature.
“Ecco rispecchia i miei valori“racconta ai nostri microfoni il modello con uno stile di vita da sempre dinamico e attento al benessere, “sono calzature che si possono utilizzare sia per fare sport che per la vita di tutti i giorni, senza rinunciare al comfort ma anche con una forma, con un’eleganza che rispecchia quello che voglio io comunicare con le mie scarpe.”
Il marchio danese è da sempre orientato a coniugare innovazione, funzionalità ed estetica, realizzando calzature pensate per accompagnare chi le indossa durante l’intera giornata senza sacrificare stile e praticità.

Fondato in Danimarca nel 1963, Ecco ha costruito la propria identità su un design essenziale di ispirazione nordica, tecnologie dedicate al benessere del piede e un controllo diretto dell’intera filiera produttiva. Un aspetto che distingue il brand danese nel panorama calzaturiero internazionale è infatti la proprietà delle proprie concerie, dove vengono sviluppati pellami utilizzati non solo per le collezioni del marchio, ma anche da alcune delle più prestigiose maison del lusso. Una scelta, questa, che consente all’azienda di seguire ogni fase della produzione, dalla lavorazione della pelle fino al prodotto finito,mantenendo elevati standard qualitativi e di comfort.

Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che Moser si sofferma:“Ecco fornisce un prodotto di altissima qualità”spiega, sottolineando però come il punto di forza non sia soltanto l’eccellenza costruttiva. A rendere particolarmente competitiva l’offerta del brand sono infatti anche“prezzi assolutamente convenienti per il cliente.” Ed è proprio su questa formula qualità-prezzo su cui punta, anche se in modo diverso,Qlhype, la startup di Ignazio Moser che unisce stile sostenibile e alta moda.“Con Qlhype vendiamo sia second hand che abbinamento nuovo ma off-season, di vecchie stagioni sempre cercando di accontentare il cliente anche con dei prezzi vantaggiosi”racconta.
Alla domanda se avesse mai pensato a unacollaborazione tra Ecco e Qlhype, ha risposto: “Io cerco di unire sempre la mia vita da testimonial con quella di Qlhype, quindi perché no“, non nascondendo quindi che“si può strutturare la cosa.Sarebbe un brand che sicuramente mi farebbe piacere poter vendere sulla nostra piattaforma”.
Un’apertura questa che lascia intravedere possibili sviluppi futuri tra due realtà accomunate dalla stessa attenzione alla qualità, all’accessibilità e a un approccio contemporaneo al mondo della moda, in un mercato sempre più orientato versoprodotti durevoli e acquisti consapevoli.
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