Scontrosa graziaè il romanzo diNicolò Mazza de’ Piccioli, nato a Bergamo ma romano d’adozione da oltre vent’anni. Un’opera dal carattere intenso e stratificato: non solo il racconto di un legame anticonvenzionale, ma anche un affresco storico e sociale, attraversato dal linguaggio del cinema e dalla suggestione della poesia di Umberto Saba. Ne abbiamo parlato con l’autore.
“Scontrosa grazia” è un romanzo storico, ma anche cinematografico e sociale. Perché queste tre dimensioni convivono nella tua storia?
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Sì,Scontrosa graziaè sicuramente un romanzo storico: è ambientato a Trieste nel 1920 e la città, con tutta la sua complessità, è una vera protagonista della vicenda. Solo due anni prima Trieste era passata dall’essere il porto di un grande impero a città di confine di un’Italia uscita a pezzi dalla Prima guerra mondiale.
Quando ho deciso di ambientare la storia a Trieste ho individuato subito anche il periodo: il 1920 è un anno decisivo per le sorti della città e dell’Italia. Molti storici considerano infatti l’incendio dell’Hotel Balkan, sede culturale degli slavi triestini, come il vero battesimo dei Fasci di combattimento.

Questo passaggio repentino da città multiculturale e multiconfessionale a città “italianissima” rappresentava perfettamente uno dei temi centrali del romanzo: le contraddizioni e i paradossi che ci ritroviamo a vivere, oggi come allora.
Per lo stesso motivo è anche un romanzo sociale: Anna e Davide, i due protagonisti, incarnano due forme di innocenza simili, pur provenendo da ceti sociali e culture apparentemente molto distanti. Attorno a loro si muovono altri personaggi, immaginari e storici, tra cui il giovane poeta Umberto Saba, che proprio l’anno prima aveva aperto una libreria nel centro della città.
Infine è cinematografico perché la storia nasce pensando al cinema: prima come cortometraggio, poi come lungometraggio. Chissà che il romanzo non possa aiutare questa storia ad arrivare, prima o poi, anche in una sala cinematografica.
Di cosa parla il tuo romanzo? E, in senso metaforico, qual è la connessione tra la trama e l’oggi che viviamo?
Scontrosa graziaracconta la storia di Anna, una ragazzina in un’età di passaggio, piena di sogni e frustrazioni. Il suo desiderio più grande è imparare a suonare il pianoforte, per il quale ha un talento naturale. Ma le difficoltà economiche e la mentalità piuttosto rigida della madre sembrano ostacoli insormontabili.
Finché non incontra Davide, figlio di un rabbino, che le offre la possibilità di lavorare per la sua famiglia comeshabbes goy, la “domestica del sabato”. In questo modo Anna potrebbe pagarsi da sola le lezioni di musica.
Quella che sembra una soluzione semplice le aprirà invece scenari del tutto nuovi. Il mondo fuori da casa sua è molto più grande, affascinante e complesso di quanto immaginasse, ma anche più duro e pericoloso. E questo la porterà a comprendere meglio anche il dolore che sua madre si porta dentro.
Purtroppo, a un secolo di distanza, la situazione italiana e mondiale non appare così diversa. Il libro è dedicato alle mie due nipotine e a tutte le bambine e i bambini nati intorno agli anni Venti di questo secolo, che dovranno crescere in un contesto complesso. Il mio augurio è che, come la mia protagonista, possano trovare nell’arte e nelle storie strumenti per affrontare queste difficoltà.
Come mai hai deciso di ambientare il romanzo nella Trieste degli anni Venti, agli albori del fascismo?
È stata una scelta in parte inaspettata. L’idea centrale della storia – senza fare troppi spoiler – nasce dal confronto tra Anna e il rabbino: lei chiede di convertirsi all’ebraismo e lui si oppone con forza, arrivando quasi a mettere in discussione tutta la sua vita di studi pur di non perdere la miglioreshabbes goyche abbia mai avuto.
Questa intuizione mi è venuta leggendoLa versione di Barneydi Mordecai Richler. Ma io, da ateo di formazione cattolica, conoscevo poco delle pratiche ebraiche. Inizialmente pensavo di ambientare la storia nella Roma degli anni Cinquanta. Poi, facendo ricerca e parlando con alcuni rabbini, ho scoperto che l’unico luogo in Italia in cui la figura delloshabbes goyera diffusa era proprio Trieste.
Da lì tutto ha iniziato a combaciare: Saba, le contraddizioni della città, ilclima storico e sociale e il fascismoche cominciava a serpeggiare.
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