Dal 26 settembre è in libreriaCorpi(Infinito Edizioni), il nuovo romanzo di Antonio Roma, scrittore, regista e sceneggiatore romano classe 1992. L’autore, già noto perFesta del perdonoe per la drammaturgiaAgo e filo, torna a interrogarsi sul tema delle relazioni e della fragilità dei legami nell’epoca del consumismo affettivo.
La vicenda si svolge in un attico di Milano, dove in 72 ore si consuma lo scontro silenzioso e feroce tra Pietro, regista affermato ma svuotato dalla mancanza di ispirazione, e Vittoria, insegnante di psicologia disillusa. Intrappolati in una relazione che li avvicina solo per evidenziarne la distanza, i due si muovono traossessioni e tradimentifino a un confronto che mette a nudoverità dolorose e inconfessabili.
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La prefazione, firmata dallo scrittore Alessio Romano, introduce un testo che non si limita a raccontare una crisi di coppia, ma tenta di restituire lo specchio di una società che “fagocita tutto”: desideri, identità, relazioni. Nel mondo che Roma descrive, amare davvero sembra impossibile, mentre resta soltanto la capacità, e la condanna, di desiderare.
Il romanzo si inserisce così nel filone della narrativa contemporanea che interroga il rapporto tra intimità privata e contesto sociale. Non offre risposte consolatorie: lascia invece al lettoredomande apertesu che cosa significhi amare, ambire, perdere, in un tempo che divora persino le emozioni.
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