consorzio arcale

Rtl 102.5, l’ ex speaker Andrea Piscina condannato a 6 anni per pedopornografia

Secondo quanto scoperto dagli inquirenti, l'imputato si fingeva "Alessia", una ragazzina, e costringeva ragazzi minorenni a compiere atti di autoerotismo davanti alla telecamera

4 Min di lettura

Andrea Piscina, exspeaker radiofonicoper Rtl 102.5 è statocondannato a 6 anni di carcere, a seguito del processo con rito abbreviato condotto nei suoi confronti per i reati diproduzione di materiale pedopornograficoe violenza sessuale nei confronti di minore adescati su piattaforme social.

Nel corso della requisitoria, il pm Giovanni Tarzia aveva chiesto una condanna a 9 anni di reclusione mail 25enne è stato assolto da un capo di imputazionerelativo ad un episodio di istigazione nei confronti due minori che sarebbero stati spinti a riprendere i loro compagni negli spogliatoi. I giovani si sarebbero però rifiutati di adempiere alla richiesta.

Nel corso della prima fase dell’inchiesta sono stateindividuate tre vittime di Piscina, a cui questo avrebbe già offerto una somma in risarcimento. Inoltre, sembrerebbe che lo speaker, che ha confermato gli abusi, starebbe seguendo un programma di riabilitazione in carcere.

Le accuse contro lo speaker di Rtl 102.5

Rtl 102.5 ha appreso con incredulità e sgomento la notizia dell’arresto di Andrea Piscina. La dirigenza diRtl 102.5 non era a conoscenza dell’indagine in corso a Milano sullo speaker“, così la redazione del programma radiofonico lascia sapere al suo pubblico di essere totalmente estranea alle accuse rivolte versoAndrea Piscina, speaker radiofonico e conduttore del programmaI Sonnambuli.

Le accuse diproduzione di materiale pedopornograficoeviolenza sessualesono apparse nella vita dei conoscenti di Andrea Piscina come un fulmine a ciel sereno. Nessuno avrebbe sospettato nulla prima di oggi. Piscina sarebbe stato trovato in possesso di circa 1000 miniature di scatti effettuati durante alcune videochiamate con i dei ragazzini minorenni, di età compresa tra i 9 e i 14 anni. Miniature che avrebbero convinto la giudice di Milano, Ileana Ramundo, a rilasciare un’ordinanza di custodia cautelare.

L’accusa di violenza sessuale, invece, sarebbe riferita alle pratiche che Piscina secondo gli inquirenti avrebbe indotto i minori a compiere. Anche se questi pensavano di essere consenzienti, il fatto che fossero stati ingannati sull’identità della persona dall’altra parte dello schermo, costituisce purtroppo un reato sessuale.

Lo speaker di Rtl 102.5 e i timori della scoperta

Le indagini su Andrea Piscina sarebbero stato avviate qualche settimana fa.Lo speaker, infatti, sarebbe stato perquisito a maggio eavrebbe consegnato agli agenti unosmartphonei cui contenuti multimediali erano stati del tutto cancellati. Ciò che Piscina non sapeva, però, era che il suo tipo di smartphone salvava in automatico alcune miniature dell’anteprima dell’immagine reale, conservandole anche dopo che l’immagine reale fosse stata cancellata.

In questo modo Andrea Piscina sarebbe stato scoperto in possesso di materiale pedopornografico, a quanto pare da lui stesso prodotto. Secondo gli inquirenti, infatti,lo speaker nelle videochiamate e nelle chat con questi minori si sarebbe finto una ragazzinadi nome “Alessia”, interessata ad effettuaresextinge anche ad inviare immagini e video nuda. In questo modo i ragazzini adescati non ci pensavano due volte ad inviare immagini e video erotici.

La falsa identità che si sarebbe creato Andrea Piscina costituirebbe il reato di violenza sessuale, poiché i minori, purconsenzienti nella pratica autoerotica e nell’invio dei video, sono stati ingannati sull’identità della persona che avrebbe usufruito dei loro contenuti. Sembrerebbe che le indagini abbiano avuto inizio dalla denuncia di una madre che aveva notato un cambiamento nei comportamenti del figlio, che passava sempre più tempo al bagno in possesso del suo telefono.

© Riproduzione riservata

Condividi questo Articolo

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail:proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.