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Nucleare, Artizzu (Sogin): “Società in salute con importanti programmi per il futuro”

"Se si vuole accelerare sul decommissioning, che non impedisce comunque l'avvio di un nuovo nucleare perché sono due binari paralleli che si integrano a vicenda, bisogna agire su questi parametri". Questione di tempo, per l'amministratore delegato di Sogin che, all'evento "Transizione Energetica e l'Industria del Nucleare 2026", ne rimarca l'importanza "perché sono tutti processi a lunga scadenza, che vanno provati, verificati"

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Non vi dovrebbero essere dubbi sul fatto che il nucleare possa rappresentare una fonte di energia che porterà convenienza all’Italia. EGian Luca Artizzu,amministratore delegato di Sogin(Società Gestione Impianti Nucleari), lo da per assodato all’evento “Transizione Energetica e l’Industria del Nucleare 2026“, organizzato daIl Sole24Ore, spiegando come la Società sia impegnata “nella valorizzazione industriale dei siti dove lavora” che a fine 2025 registra unavanzamento complessivo pari al 47,7%.

Solo quest’anno, peraltro, il valore della gare d’appalto sarà di circa 420 milioni di euro, cinque volte la media di circa 90 milioni di euro degli ultimi anni, che saranno assegnate in gran parte ad aziende italiane. Dati che, come rivendica con orgoglio Artizzu, sono laconferma del cambio di passo che Soginha avuto negli ultimi due anni e mezzo.

Fonte: IlSole24Ore

L’amministratore delegato ricorda, infatti, che sul territorio italiano i depositi del ciclo di produzione elettronucleare sono 33 di cui 23 a bassa e molto bassa intensità e 10 a media intensità, più ci sono due aree buffer che servono per le manovre, lo scambio e la sistemazione dei rifiuti. Oltre a due repository di combustibile nucleare “che non sono rifiuti“: “Ecco vorrei anche specificare o è combustibile o sono rifiuti e il fissile non è un rifiuto ovviamente“.

In questa cornice si inseriscono i parametri di rilascio che, puntualizza Artizzu, in Italia sono particolarmente restrittivi, tanto che si sta ad un terzo dei parametri indicati dall’Unione Europea e a livello internazionale. Questo vuol dire che potenzialmente si registra una certa quota dirifiuti che è generata per via amministrativa

Per l’ad non ci sarebbero mezze misure: “Se si vuole accelerare sul decommissioning, che non impedisce comunque l’avvio di un nuovo nucleare perché sono due binari paralleli che si integrano a vicenda, bisogna agire su questi parametri“. Ebbene, l’accento si posa sul processo di smantellamento delle centrali nucleari, di cui la Società è portabandiera, e che troppo spesso resta nella penombra per mancanza di adeguata informazione.

Fonte: IlSole24Ore

Quindi, a detta di Artizzu, nell’ottica di voler accelerare ildecommissioningmentre si rendere possibile il nuovo nucleare, “perché queste cose hanno delle influenze anche nei processi produttivi di un ipotetico nuovo nucleare“, la necessità principale è “agire simultaneamente su tutti i parametri di rilascio“.

In sostanza, ad essere fondamentale è ilfattore tempo. “E’ molto importante perché sono tutti processi a lunga scadenza, che vanno provati, verificati“, spiega netto Artizzu illustrando come di conseguenza se tali processi non funzionano vanno corretti e se funzionano però richiedono di essere implementati “con grande decisione“.

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