Risulta ancora iscritto nelle liste elettorali dell’Illinois Papa Leone XIV. Per questo, secondo quanto riferito dal Chicago Sun-Times, Prevost “figura nell’elenco delle persone che hanno richiesto una scheda per il voto postale per le prossime elezioni”. A specificarlo è Kim Fladhammer, responsabile dello staff dell’ufficio sentito dal quotidiano.
Secondo quanto emerso, il Pontefice ha presentato la richiesta il 3 ottobre scorso, quindi la scheda dovrebbe essere partita da Joliet per raggiungere Città del Vaticano. Stando ai registri citati il Papa ha votato alle primarie repubblicane del 2012, 2014, 2016 e a quelle democratiche del 2008 e 2010 , ma anche alle elezioni generali del 2012, 2014, 2018 e 2024. La norma dello Stato non prevede che gli elettori si debbano registrare come appartenenti a un partito e possono scegliere a quali primarie partecipare. Il Santo Padre infatti è nato a Chicago e avrebbe quindi chiesto una scheda per il voto per corrispondenza in vista delle midterm 2026.
Midterm 2026, le ultime mosse di Trump in vista delle elezioni di metà mandato
Nel frattempo sembrano attenuarsi i toni del tycoon in vista del 3 novembre prossimo. Il presidente americano, Donald Trump, ai giornalisti decide di sottolineare il fatto che se dovessero vincere i democratici sarebbe disposto a “trovare un modo” a patto però che il voto sia “onesto”. Recentemente invece c’è stato l’accordo tra il presidente a stelle e strisce e il presidente russo, Vladimir Putin, in merito al gasolio. Una mossa che secondo le indiscrezioni potrebbe inserirsi nel quadro della propaganda in vista delle elezioni di metà mandato.
In questo contesto il fatto che Papa Leone ha richiesto una scheda per il voto postale potrebbe apparire significativo. Soprattutto, dopo che ad aprile scorso ci sono state diverse tensioni tra il Pontefice e The Donald. Il tycoon aveva definito Prevost come “un debole” e che sarebbe stato eletto solo perché “ci sono io alla Casa Bianca”. Poi il Santo Padre risponde specificando che il pianeta è devastato da “un manipolo di tiranni”. Insomma, in questo clima di tensioni gli occhi sono puntati sulle midterm, per comprendere se gli americani si affidano ancora a Donald Trump.
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