La manipolazione dell’informazione e la diffusione di notizie false possono condizionare le opinioni pubbliche, orientandone le scelte, con conseguenze che vanno ben oltre la sfera commerciale e investono anche la tenuta democratica. È il monito lanciato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia di apertura della quinta edizione del Festival delle Regioni e delle Province autonome, in corso a Palazzo Vecchio, a Firenze.
“Già oggi è evidente come la manipolazione dell’informazione, anche attraverso la diffusione di notizie false avvalendosi delle potenzialità offerte dalla rete, sia in grado di condizionare le opinioni pubbliche, di indirizzarne gli orientamenti e le scelte”, ha dichiarato il capo dello Stato Sergio Mattarella, sottolineando come il fenomeno non riguardi soltanto l’ambito commerciale, ma rappresenti una questione più ampia per la società.
Le parole di Mattarella sull’intelligenza artificiale
Nel suo intervento, Mattarella ha richiamato anche i rischi legati alla rapida espansione dell’intelligenza artificiale e del potere computazionale. “Se ci limitassimo a essere spettatori dell’espansione, in ogni direzione, del potere computazionale, potrebbero essere pregiudicati i valori fondativi della centralità della vita umana e, al contempo, della nostra democrazia”, ha avvertito.
Il presidente ha quindi evidenziato le incognite legate allo sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale attraverso l’apprendimento automatico, che potrebbe condurre a una perdita di controllo dei processi tecnologici. “L’esigenza è quella di porre un freno a una competizione sempre più esasperata tra un numero limitato di soggetti, con esiti che, allo stato, la scienza non è in condizione di prevedere”, ha affermato.
Un richiamo, dunque, alla necessità di governare l’innovazione tecnologica, evitando che il suo sviluppo proceda senza adeguate garanzie per la persona e per le istituzioni democratiche. La sfida, nelle parole del capo dello Stato, è impedire che la concentrazione del potere tecnologico e la manipolazione dell’informazione compromettano i valori fondamentali su cui si fonda la convivenza democratica.
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