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Salvini: ‘Se sarò di nuovo ministro dell’Interno, Rackete non avrà vita facile’

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“Se un giorno tornerò a fare il ministro  dell’Interno le signore Rackete non avranno vita facile“. Matteo Salvini riaccende la possibilità di un nuovo mandato da titolare del Viminale e al contempo rilancia l’importanza del referendum sulla Giustizia, sfruttando il caso mediatico legato al risarcimento che lo Stato deve all’attivista Carola Rackete.

“Andare a votare per cambiare o non cambiare la giustizia incide sulla  nostra vita quotidiana“, ha tuonato, ricordando come fosse proprio lui il ministro dell’Interno, quando la capitana comandava la nave tedesca Sea Watch, con equipaggio tedesco e 42 immigrati a bordo, e chiedeva di poter attraccare in Italia. “Le vietiamo l’ingresso, entra con la forza nel porto di Lampedusa e sperona una motovedetta italiana. Alla fine, i giudici non condannano lei, la dobbiamo pure risarcire perché le abbiamo bloccato la nave“, ha tuonato con una certa convinzione.

Salvini: “Politica e giudici devono lavorar insieme”

Il ministro dei Trasporti ha chiarito che il problema non è il risarcimento di 76mila euro, che non scalfiranno le casse dello Stato, ma sarebbe il principio di fondo che accompagna questa decisione. “Se la politica costruisce delle leggi sulla sicurezza e poi i giudici decidono contrario è complicato“, è tornato a ribadire il vicepremier, rilanciando una visione che ormai il governo Meloni ha fatto propria.

Un messaggio che si inserisce nel tesissimo dialogo sulla riforma della Giustizia, in vista del referendum che si svolgerà i prossimi 22 e 23 marzo. Entrambe le parti hanno utilizzato toni molto forti per far prevalere la propria versione, tanto da convincere il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a intervenire e chiedere un sensibile abbassamento dei toni.

Salvini: “Alle Politiche servono consensi a doppia cifra”

Salvini, poi, è rimasto sul tema elettorale, parlando però delle elezioni politiche del 2027. Il vicepremier ha sostenuto che l’obiettivo della Lega è quello di arrivare alla seconda legislatura con un consenso a doppia cifra. “Si tratta di un obiettivo assolutamente a portata di mano, non solo perché lo dicono i sondaggisti, ma perché lo sento“, ha dichiarato.

Il ministro dei Trasporti continua anche a portare avanti il suo progetto per il Ponte sullo Stretto. “Voglio finire il mio mandato essendo il primo ministro della storia repubblicana che, da segretario della Lega, unirà Reggio e Messina, posando la prima pietra“, ha sostenuto con una certa convinzione, chiarendo che si tratta di una infrastruttura che l’Italia intera merita.

Per quanto riguarda, invece, i presunti sabotaggi che hanno colpito il Paese nei giorni delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, il ministro si è mostrato serissimo. “Questi non sono teppisti, sono criminali“, ha tuonato, aggiungendo che tagliare cavi, dare fuoco alle centraline o lanciare sassi sui binari non è un semplice dispetto, ma è un rischio per l’incolumità dei viaggiatori e dei lavoratori.

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