Scudetto Milan, una stagione al bacio: i voti dei protagonisti    

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Una stagione semplicemente perfetta per i rossoneri. Da Maignan, fino a Theo, passando per Leao e Giroud, un gruppo senza rivali in questo campionato. Mister Pioli, tuttavia, rimane il vero eroe stagionale, miglior tecnico per distacco  

Uno scudetto a lungo sognato ed alla fine conquistato dal Milan di Pioli, eccezionale nel rimanere lucido e costante per tutta la stagione, nonostante infortuni ed episodi avversi in momenti molto delicati del campionato. Il trionfo rossonero è totale, sul piano tecnico dove ha brillato il calcio offensivo e allo stesso tempo pragmatico offerto da Pioli, l’abnegazione di tutti i componenti della rosa, dai titolarissimi alle seconde linee, tutti hanno offerto il loro contributo massimo nel corso della stagione, garantendo al tecnico e alla società certezze solide su cui porre le proprie speranze. Proprio la società, lei, la grande contestata ad inizio percorso. Un cammino iniziato nell’agosto del 2019, con la panchina rossonera affidata a Giampaolo e i malumori della piazza milanista, stufa di competere per centrare piazzamenti europei e desiderosa di tornare a vincere. La svolta nel gennaio del 2020, arriva Ibra, Pioli inizia a vincere dopo il lockdown e la stagione successiva, quella del 2020-2021, inizia a intravedersi un Milan pimpante e voglioso di competere per le vittorie. Ritorna la Champions a casa Milan, poco importa se l’Inter di Conte, nel silenzio di stadi spettrali a causa della pandemia, abbia vinto lo scudetto, i rossoneri sono tornati.  

In estate vanno via Donnarumma e Calhanoglu che alla continuità del progetto rossonero hanno preferito contratti al rialzo. Il primo partito direzione PSG ed il secondo, scelta ben più curiosa, ha salutato la Milano rossonera per accasarsi in quella nerazzurra, convinto dalla possibilità di vincere lo scudetto in una squadra sulla carta più competitiva, mai scelta fu più sbagliata. I rossoneri, infatti, hanno trovato in Maldini e Massara due direttori tecnici all’avanguardia, capace di selezionare i migliori giocatori offerti dal mercato, garantendo a Pioli quella continuità tecnica che è stata alla base del successo. Arrivano Maignan, portierone del Lille e fresco vincitore della Ligue 1, Giroud, una certezza in termini di esperienza, viene riscattato il brillante Tomori, Florenzi in prestito dalla Roma e Messias dopo la grande stagione di Crotone. Una serie di acquisti, non eccessivamente altisonanti, ma che hanno permesso a Pioli di lavorare su un collettivo coeso e coerente, sia nella tecnica che nelle qualità caratteriali.  

I voti dei protagonisti principali

MAIGNAN 10: straordinaria stagione, un fenomeno fra i pali ed una sicurezza nelle uscite. Tanto di questo scudetto è passato dalle sue mani, capaci di non far rimpiangere Donnarumma.  

PIOLI 10: nella storia del Milan grazie a scelte coraggiose ed una proposta di calcio semplicemente perfetta. Il giusto mix fra pragmatismo e verticalità, fenomenale nell’abbinare le qualità della rosa alle esigenze delle partite. La sua squadra ha saputo alternare prestazioni di grande brillantezza (vedi Lazio andata e ritorno, Roma andata e ritorno) e massimo sacrificio (Cagliari ed Empoli). Un titolo, questo, che gli vale una carriera intera. 

TOMORI 8: certezza difensiva. Il suo riscatto ha coinciso con la continuità tecnica chiesta da Pioli. L’inglese ha saputo confermarsi dopo la brillante stagione passata come il leader difensivo che serviva al Milan, il quale orfano di Kjaer (crociato rotto) ha saputo sostenere il peso della maglia e l’importanza di garantire equilibrio alla squadra milanista.  

GIROUD 9: non prende il massimo dei voti a causa di un periodo di appannamento all’inizio della primavera. Una fase dove l’assenza di vena realizzativa poteva costare il titolo al Milan. Tuttavia, la sua grande esperienza, gli ha permesso di essere decisivo nella fase finale della stagione. La doppietta di Sassuolo, il gol di Roma contro la Lazio e la doppietta nel derby, gli valgono un 9 (come il suo numero di maglia finalmente non più maledetto) più che meritato.  

THEO 10: il terzino sinistro più forte, se non altro il più in forma, del mondo. Una cavalcata, quella contro l’Atalanta, che sintetizza alla perfezione il valore del calciatore, degno rappresentante della forza rossonera in questa stagione.  

LEAO 10: Undici gol e sette assist, non male per un esterno giovane e spesso definito poco incisivo. Una stagione semplicemente pazzesca per un calciatore, quello portoghese, messo in discussione nelle due annate precedenti. Che sia la consacrazione di un talento cristallino, a cui dopo lo scudetto in rossonero manca solo la firma sul nuovo contratto.  

IBRAHIMOVIC 8: Tanti infortuni, troppi, per definirlo il protagonista indiscusso della cavalcata. Otto gol, quasi tutti decisivi, segnati per lo più nel girone di andata. Uno scudetto meritato, forse l’ultimo della sua carriera splendida, se non altro per la mentalità portata dallo svedese. Concordano quasi tutti con la tesi che vuole la rinascita rossonera iniziata nel gennaio del 2020, con l’approdo dello svedese a Milanello.  

TONALI 10: Come non definirlo il miglior centrocampista della stagione rossonera? Perfetto nelle prestazioni, semplicemente decisivo nei gol. A Roma, contro la Lazio, probabilmente il gol più pesante della stagione del Milan, a Verona con la doppietta la consacrazione della corsa verso il titolo.  

KALULU 10: Pazzesco. Chiamato a sostituire Kjaer, colonna portante della difesa rossonera, ha risposto presente. L’acquisto fortemente sponsorizzato da Maldini e Massara ha dato i suoi frutti, non è più una scommessa ma solida realtà su cui puntare per il futuro. 

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