Coppa Italia, finale da brividi: la festa è tutta dell’Inter 

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I nerazzurri vincono il trofeo ai supplementari (2-4) e portano a casa il secondo titolo stagionale. Inzaghi sorride: «Grandi tutti» e Allegri perde la testa, espulso 

Finale da brividi all’Olimpico di Roma, l’Inter dopo 120’ si aggiudica la sua ottava Coppa Italia. Partita dai ritmi elevati fin dal principio, giocate d’alta scuola ambo i lati e polemiche a non finire, siamo pur sempre in Italia, per i rigori assegnati alla compagine meneghina. La Juve paga gli episodi sfortunati e si arrende dopo aver ribaltato nei primi minuti della ripresa lo svantaggio del primo tempo. Allegri, espulso nel finale del primo tempo supplementare, chiude la stagione senza titoli e adesso dovrà interrogarsi su come rilanciare una Juve che avrà bisogno, nella prossima stagione, di tornare ad essere competitiva. L’Inter, dal canto suo, si gode la Coppa Italia, il secondo titolo dopo la Supercoppa di gennaio, e sogna il sorpasso ai danni dei cugini. 

Le formazioni

Allegri opta per un 4-4-2 conservativo, dove la linea difensiva è affidata alla forza di De Ligt e l’esperienza di Chiellini, ultima finale per il capitano bianconero, oltre ai terzini Alex Sandro e Danilo. A centrocampo spazio a Zakaria e Rabiot, col compito di rompere il gioco avversario e buttarsi fra le linee, mentre a Cuadrado e Bernardeschi le fasce esterne. In attacco la coppia Vlahovic e Dybala per sfiancare la difesa nerazzurra. 

Inzaghi risponde con la solita difesa a tre, D’Ambrosio per Bastoni, non rischiato, Skriniar a destra e De Vrij a sinistra. Centrocampo solito con Barella, autore del primo gol, Calhanoglu mezzali e Brozovic regista. Esterni di centrocampo presidiati da Darmian e Perisic, doppietta nei supplementari. In attacco il Cigno di Sarajevo scelto per fare coppia con Lautaro Martinez.

Primo tempo, Barella show e Inter avanti 

Partono forte i nerazzurri che dopo 6’ rompono gli equilibri grazie al siluro di Barella, impassibile Perin e Inter in vantaggio. La squadra di Inzaghi aggredisce a tutto campo e domina sulle seconde palle. La Juve prova a scuotersi con Dybala ma Handanovic risponde alla grande sia sul tiro della Joya, sia sul tiro, molto più impegnativo, di Vlahovic. Inerzia del match quasi tutta bianconera nel finale di prima frazione. Prima De Ligt chiama ancora Handanovic alla prodezza, poi Dybala da buona posizione spara a lato strozzando troppo il suo sinistro. Si fa male Danilo e Allegri rimescola le carte prima della fine del tempo che vede la Juve sotto di una rete. 

Il secondo tempo, la Juve mette la freccia con i cambi ma l’Inter la pareggia di rigore

Il tecnico bianconero sul finire di primo tempo inserisce il talismano di coppa, Morata, che forma il tridente offensivo, chiamando alla scalata dietro Cuadrado ed allo spostamento a destra Bernardeschi, con la Juve che cambia assetto e passa al 4-3-3.

Il risultato arriva subito a inizio ripresa, prima pareggia Alex Sandro che al 50’ scarica un sinistro su cui Handanovic non può nulla, complice la presenza di Morata che ne ostacola la visuale, poi raddoppia con Vlahovic, al 52’, che lanciato a tu per tu prima si fa ipnotizzare dal portierone nerazzurro, poi sulla ribattuta non lascia scampo agli avversari. Partita ribaltata e Juve che sembra padrona del suo destino. Al 63’ Inzaghi cerca di cambiare le carte in tavola e inserisce Dumfries, Correa e Dimarco per dare maggiore gamba alla sua squadra. La Juve risponde con Locatelli e Bonucci per arginare l’esplosione fisica avversaria. L’Inter non produce granché, complici le fatiche di campionato, ed è solo Dimarco che mette i brividi a Perin con un sinistro che sfiora il palo. Serve un episodio a Inzaghi, episodio che matura al 77’. Lautaro cade in area stretto dalla marcatura di Chiellini e De Ligt, Doveri fa cenno che è rigore e scoppia il caos. Allegri furioso entra in campo e Inzaghi prende il giallo. L’arbitro non cambia idea e conferma il tiro dal dischetto. Dagli 11 metri la storia della partita cambia nuovamente grazie a Calhanoglu che con un’esecuzione magistrale segna e rimette l’Inter in corsa. Nel finale è bagarre, i nerazzurri tentano di vincerla e Allegri inserisce Arthur per dare geometrie alla Juve ormai lunga e disunita. Inzaghi inserisce Vidal e Sanchez per dare freschezza dopo il sacrificio compiuto al fine di prevenire al pari. 

I supplementari, delirio Inter 

Ai supplementari 30’ di adrenalina pura consentono ai nerazzurri di mettere le mani sulla coppa. Al 96’ De Ligt ostacola De Vrij nella sua area di rigore, il Var richiama Doveri che, visionate le immagini, assegna il secondo rigore ai nerazzurri. Furibonda la panchina bianconera. Dal dischetto stavolta si presenta Perisic che, glaciale, spiazza Perin e porta in vantaggio l’Inter. Nel finale di primo tempo supplementare ancora Perisic, imbeccato da un lancio di Dimarco inventa un bolide che si insacca sotto la traversa. L’Inter segna il quarto gol ed è delirio nerazzurro. La fragorosa esultanza della panchina interista fa saltare i nervi ad Allegri che nella lite furibonda, immediatamente successiva al gol, viene espulso da Doveri. 

Nei secondi 15’ di extra-time, la Juve tenta il tutto per tutto, la serata però è ormai chiaramente tutta rivolta verso l’inerzia nerazzurra. L’Inter controlla la partita e si difende con grande agio dalla reazione furiosa dei bianconeri. Al fischio finale può far esplodere tutta la sua gioia. La Juve, dal canto suo, perde la seconda finale stagionale e chiude l’annata con zero trofei all’attivo, la frustrazione bianconera è tutta nella reazione di Max Allegri che, non a caso, si è dimostrato incapace di mantenere la calma che lo ha sempre contraddistinto. 

Le voci

Inzaghi, palesemente soddisfatto della vittoria, ai microfoni di Mediaset si è lasciato andare ad un breve ma significativo elogio alla squadra: «Ce la siamo meritata, sono soddisfatto della prestazione di tutti e non potevo chiedere di più alla cinquantesima partita stagionale». Il tecnico parlando della partita: «Bravi a partire forte, poi ci siamo allungati e loro hanno preso campo. Sono contento di avere a disposizione una rosa di ragazzi e uomini che non mollano mai, ci tenevo particolarmente a questa coppa -ha poi concluso- la dedico ai tifosi, alla società e alla famiglia». 

Mister Allegri, di umore totalmente opposto, ha chiosato: «Questa stagione senza titoli ci serva da lezione per avere più fame la prossima -ha proseguito- la Juve tornerà ad avere la rabbia che serve per vincere, garantito». Sull’espulsione ha espresso un parere rapido: «La panchina dell’Inter mi è venuta addosso, non so chi fosse ma qualcuno mi ha dato una pedata. Sono umano e ho reagito, l’arbitro mi ha espulso, giustamente -smorzando i toni ha concluso- non conta capire cosa sia successo, facciamo i complimenti all’Inter che ha vinto meritatamente e basta».

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