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Frah Quintale: quando i concerti sono racconto e riconciliazione

4 Min di lettura
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I concerti di Frah Quintale sono un excursus emotivo dal passato al presente. Era il 2017 quando uscì il primo disco “Regardez Moi” e da subito accadde una cosa: il pubblico dovette abituarsi ad un nuovo modo di fare musica. Sono stati quegli anni, infatti, ad essere decisivi per quella che sarebbe stata la “scena indie”. Questa vide emergere artisti capaci di trattare i sentimenti e le delusioni con un sound mai troppo melodrammatico. E tra questi, c’era Frah Quintale. 

Tra tutti gli artisti, una cosa che piace di Frah Quintale è la sua capacità di stare nel momento presente. Lui è uno di quelli che guarda al futuro senza basare troppo l’adesso su ciò che avverrà dopo. Forse perché quando l’Indie è nato neanche gli artisti coinvolti si stavano rendendo conto di quel che stesse realmente accadendo, ne come sarebbe cambiato tutto. Frah Quintale non solo segue il suo flow ma lo padroneggia a tal punto che dal 2017 ad oggi è sempre rimasto fedele a se stesso. 

Con questo tour Frah Quintale ha dimostrato proprio questo: la coerenza. Inoltre, il suo essere così coerente e fedele a se stesso porta ad una riflessione ancora più profonda. Se da una parte siamo sottoposti ad un’industria musicale che vuole gli artisti sempre performativi e produttivi, dall’altra esiste ancora chi fa della musica un’azione “lenta”. 

Da “8 miliardi di persone”ad“Aranciata” l’unica cosa ad essere cambiata è stata l’ampiezza del suo pubblico. Non siamo più quelli che allo Stadio di Latina dieci anni fa si chiedevano “ma chi è quello che sta cantando prima di Calcutta?”. Il pubblico è triplicato. Non è neanche un fattore di semplici numeri, bensì più di coinvolgimento. Quel timbro vocale mai cambiato, quel tono basso mischiato agli acuti tipici di Frah, quelle melodie che non compongono le canzoni ma le accompagnano: tutto ha fatto si che, lontano da ogni legge dettata dal marketing, Frah Quintale continua non solo a crescere ma a rimanere. 

L’incontro personale avvenuto post concerto è stato fondamentale per comprendere a fondo tutto questo: non è solo l’artista che fa l’Artista ma anche, e sopratutto, tutto quello che vi gira intorno. In particolare, nei live di questo tour si respira un vero senso di coesione. Non esiste Frah Quintale ed il suo team ma IL team che è esso stesso Frah Quintale. Ragazzi e ragazze giovanissime sono uniti dalla stessa passione: quella di fare musica e nulla più. Tra di loro non si percepisce quella fame avida di successo ma la fame di creare e fare della propria creazione un messaggio universale. 

E forse fare concerti, girare l’Italia in tour, è proprio questo: portare con sé, come solo bagaglio a mano, un grande senso di famiglia. Non puoi fare musica per fare soldi, puoi farla con la consapevolezza che nessun conto in banca ti arricchirà come essa. La differenza la fa proprio questa consapevolezza: se è vero che attiriamo quello che più ci fa paura, viviamo ciò che desideriamo puramente senza truffa ne inganno. 

© Riproduzione riservata

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