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La musica che brucia i suoi giovani, da Eddie Brock ad Angelina Mango: il prezzo del successo

Dal successo improvviso alla pressione di doverlo mantenere, il caso di Eddie Brock e Angelina Mango racconta le difficoltà di una nuova generazione di artisti cresciuta in un mercato sempre più veloce, dove la viralità accorcia i tempi della gavetta e il pubblico può dimenticare con la stessa rapidità con cui ha reso facile il successo

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Per la musica italiana questa è l’estate in cuialcuni dei cantanti della nuova generazione,dopo essersi allontanati dalla scena,ritrovano uno spazio nel panorama musicale,mentrealtri vengono progressivamente messi da partee dimenticati, nonostante la loro carriera sia appena iniziata. È il caso diEddie Brock,di cui il mondo discografico sembra essersi dimenticato dopo il successo dello scorso anno. Ma anche il caso diAngelina Mango,che dopo un lungo periodo di fermo, torna finalmente sui palchi di tutta Italia.

In un mercato che si muove rapidamente, cambia di continuo e non aspetta chi rimane indietro, la domanda è inevitabile:perché accade?Se i grandi nomi della musica italiana riescono ancora a mantenere il proprio spazio, mentre molti giovani vengono rapidamente accantonati, ènecessario interrogarsi sui meccanismi che regolano oggi il settore.

Il caso di Eddie Brock e Angelina Mango

È recente lo sfogo sui social e sul palco in cuiEddie Brock ha denunciato un sistema discograficoche, a suo dire, ‘abbandona i propri figli’. La critica riguarda un sistemaritenuto poco meritocratico,nel quale a proseguire la propria carriera non é chi sa fare musica, ma chi scende maggiormente a compromessi. Questa critica viene però da un artista che è giunto alla ribalta senza una lunga gavetta alle spalle, riuscendo a diventare un Big del Festival di Sanremo grazie a un brano diventato virale su TikTok.

Il problema, quindi, potrebbe non essere soltanto un sistema che abbandona i propri protagonisti, mache procede a una velocità tale da rendere difficile per gli artisti di rimanere al passo.Una condizione che colpisce nelle conseguenze soprattutto i più giovani, spesso ancora acerbi e poco abituati a confrontarsi con i rifiuti. La musica oggi corre rapidamente e, per stare al passo, i suoi astri nascenti si bruciano altrettanto velocemente.Il successo arriva in fretta, ma altrettanto in fretta può svanire,lasciando l’amarezza di un’occasione che spesso non si ripresenta.

Le conseguenze possono tradursi in rabbia o burnout.Il caso diEddie Brocknon è isolato e probabilmente non sarà l’ultimo. Il cantante ha affrontato il primo momento di difficoltà della propria carriera rivolgendosi contro lo stesso sistema che lo aveva portato alla notorietà. Altri artisti, invece, hanno sperimentato il burnout. È il caso diSangiovanni e Angelina Mango,entrambi arrivati a un primo momento di forte difficoltà dopo una fase di estrema popolarità. Sangiovanni si è ritirato dalle scene per anni;Angelina Mango ha continuato a lavorare fino a spingersi allo stremo,prima di dover anche lei interrompere temporaneamente l’attività sul palco. Una decisione che ha destato preoccupazione tra i fan, anche per le conseguenze che il peso psicologico del lavoro ha avuto sul suo stato fisico.

È questo uno degli effetti di un nuovo sistema musicale che tende a “spremere” i suoi artisti al massimo per poi lasciarli soli nel momento in cui la fase di maggiore successo termina. È qui che viene da chiedersi:perché i più giovani finiscono per essere inghiottiti da questo meccanismo,mentre chi ha alle spalle una carriera più lunga riesce, nella maggior parte dei casi, a gestire meglio le diverse fasi del percorso.

La progressiva eliminazione della gavetta

Il nuovo mercato musicale sembra avere progressivamente eliminatola gavetta, insieme alla costruzione di una personalità artistica definita. Ci sono cantanti con vent’anni di carriera che hanno alle spalle altrettanti anni di gavetta. Un percorso che ha permesso loro di costruire una maggiore solidità e di avere spalle larghe per affrontare sia momenti di grande successo sia fasi di difficoltà e periodi di forte stress psicofisico.

Si tratta diuna generazione abituata ai rifiuti, alle porte chiusee alla consapevolezza che il pubblico può osannare un artista oggi e dimenticarlo domani. I giovani che adesso raggiungono rapidamente la popolarità, invece, non hanno avuto lo stesso tempo per costruire quella solidità. Il successo, oggi, arriva spesso in modo immediato:ragazzi che escono dai talent show o diventano virali su TikTok si ritrovano, nel giro di pochissimo, a ottenere dischi d’oro e a occupare un ruolo centrale nella scena musicale.Bruciano le tappe senza neanche avere il tempo o gli strumenti per comprenderne davvero l’importanza.

È anche per questo che il confronto con i rifiuti e con i momenti di difficoltà può risultare più complesso.Quando la notorietà arriva rapidamente, manca l’esperienza necessariaper affrontare sia la troppa popolarità sia le fasi di discesa, che fanno parte della carriera di un artista. Non solo, tutto ciò porta anche alla difficoltà dicostruirsi una personalità artistica riconoscibile.E così i brani finiscono per affrontare temi simili, le sonorità si sovrappongono e gli artisti rischiano di apparire sempre più intercambiabili.

Un sistema che va rivoluzionato dalle fondamenta

Lavera rivoluzione,quindi, non dovrebbe consistere semplicemente nel rifiutare i compromessi o nel sottrarsi alla necessità di adattarsi al mercato. Dunque, la soluzione potrebbe essere quella di riportare al centro la musica, riducendo il peso di un sistema che oggi sembra attribuire maggiore importanza al marketing che alla sostanza.

Al centro dovrebbe tornare lamusica d’autore, non soltanto quella costruita per TikTok o destinata a diventare un tormentone passeggero, ma quellacapace di esprimere sentimenti e personalità attraverso ciò che un artista canta e scrive.Perché un successo non dovrebbe essere misurato soltanto dalla capacità di ottenere un disco d’oro, ma anche dalla possibilità di lasciare qualcosa al pubblico e di emozionare intere generazioni.

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