Matteo Renziguarda già alle prossime elezioni e mette in chiaro quale, a suo giudizio, dovrà essere la strategia del centrosinistra per competere con la coalizione di governo. In un’intervista alCorriere della Sera, il leader diItalia Vivasostiene che il cosiddettocampo largo, composto daPartito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra,non sia sufficiente per conquistare la maggioranza.
Secondo Renzi, un’alleanza di questo tipo si fermerebbe attorno al40% dei consensi, una soglia che, a suo avviso, non garantirebbe la vittoria. Per questo ritiene indispensabile costruire una“casa riformista”, capace di intercettare l’elettorato moderato e di contribuire non solo al successo elettorale, ma anche alla futura governabilità del Paese.
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Renzi: “Serve un centro riformista forte‘
L’ex presidente del Consiglio spiega che ilprogetto politico sarà definito nei prossimi mesi,con un appuntamento fissato aottobreper elaborare le proposte programmatiche e individuare il candidato da sostenere.
Per Renzi, il centrosinistra dovrà affrontare anche il nodo dellaleadership. Se il campo largo dovesse convergere su un unico nome, la strada delleprimariesarebbe, secondo lui, inevitabile. In caso contrario, la nuova area riformista presenterà un proprio candidato.
Tra i profili che guarda con maggiore interesse ci sono quelli diamministratori locali, in particolare di chi ha ricoperto o ricopre il ruolo disindaco. Pur riconoscendo che il centro politico sia oggi particolarmente frammentato,Renzi non esclude possibili convergenzecon altre forze riformiste, pur sottolineando che “non si può costringere chi vuole andare da solo a stare con noi“. L’importante, aggiunge, è affrontare questo percorso “con generosità,senza mettere al centro le ambizioni personali“.
“Non voglio guidare io il centro”
Il leader di Italia Vivaesclude di voler tornare a ricoprire un ruolo di primo piano alla guida dell’area centrista.“Ho già guidato il Paese“, afferma, spiegando di voler semplicemente contribuire allacostruzione di un’alternativa all’attuale maggioranza. Una prospettiva che, secondo lui, diventa ancora più urgente di fronte allo scenario di “Meloni al Quirinale e Vannacci a Palazzo Chigi“.
Renzi ribadisce inoltre di non avere alcuna intenzione di ottenere un seggio attraverso il listino del premio di maggioranza o grazie ai voti di altre forze della coalizione. “Se entrerò in Parlamento, sarà con i miei voti e con le mie forze“, precisa, rivendicando l’autonomia di Italia Viva, che – ricorda – dispone già di firme, risorse, gruppi parlamentari e amministratori eletti.
Il caso Roggero: “Una strumentalizzazione della destra“
Nel corso dell’intervista Renzi affronta anche il caso diMario Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva per aver ucciso due rapinatori durante una rapina nel 2021. Per l’ex premier si tratta di una “vergognosa strumentalizzazionedi un caso drammatico“. Sul piano giuridico, osserva, la vicenda è chiara: Roggero “non poteva sparare come ha fatto“.
Renzi punta inoltre il dito controMatteo Salvini,accusandolo diincoerenza. “Dice che la difesa è sempre legittima, ma è stato proprio lui l’autore della legge sulla legittima difesa applicata nel processo“, osserva.
Pur riconoscendo che il caso abbia colpito profondamente l’opinione pubblica, Renzi ritiene che la destra stia utilizzando la vicenda soprattutto per raccogliere consenso politico. “Alla destra non interessa Roggero“, sostiene.
Il caso Report e il confronto con Ranucci
Infine, Renzi interviene sulla vicenda che coinvolge il programmaReporte il suo conduttoreSigfrido Ranucci,tema seguito anche dal quotidianoIl Riformista, di cui è direttore. L’ex premier auspica che venga fatta piena luce su quelli che definisce “rapporti stravaganti“, ma assicura di non voler utilizzare gli stessi metodi che attribuisce al giornalista.
“Non userò il metodo Sigfrido contro Ranucci“, afferma, aggiungendo però di avere la sensazione che lavicenda sia soltanto all’inizio. Quanto alla decisione della Rai di sospendere temporaneamente le repliche diReport, Renzi la considera una scelta prudente, pur sottolineando che il vero nodo sarà capire se il programma potrà riprendere regolarmente una volta chiariti tutti gli aspetti della vicenda.
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