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Liris e l’umanizzazione delle cure: ‘Il paziente va preso in cura a tutto tondo’ |INTERVISTA

Dal libro "La fabbrica dei risvegli" di Bramanti alla riflessione di Liris sulla sanità del futuro. La tecnologia progredisce, la ricerca fa passi da gigante ma il valore umano del rapporto tra medico e paziente rimane impareggiabile

6 Min di lettura

“Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, mi asterrò dal recar danno e offesa. Con innocenza e purezza io custodirò la mia vita e la mia arte”, recitava il giuramento di Ippocrate, padre della medicina scientifica. Parole risalenti al V secolo a.C. ma ancora profondamente attuali.

In un mondo complesso in cui la sanità cambia insieme al progresso tecnologico, forse occorre riposizionare il focus sulla dimensione umana della cura. Oggi il Servizio Sanitario Nazionale deve garantire il diritto alla salute affrontando disparità economiche, sociali e geografiche e, allo stesso tempo, puntare all’umanizzazione delle cure.

Il libro “La fabbrica dei risvegli” del professore Placido Bramanti, neurologo e neuroscienziato, affronta proprio questa dimensione: quella più complessa della medicina, fatta di rapporto con il paziente, di dolore, speranza e percorsi di terapia.

Il paziente al centro

Oggi, martedì 23 giugno, presso la Sala Caduti di Nassiriya del Senato della Repubblica si è tenuta la presentazione del libro. Tra i relatori presenti anche figure istituzionali di rilievo come il ministro della Salute Orazio Schillaci, il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, e il senatore Guido Quintino Liris.

Presentazione de La fabbrica dei risvegli

Esperienze diverse ma una convinzione comune: la medicina non può limitarsi alla cura della malattia, deve occuparsi della persona, è l’unico modo per consentire ai pazienti e alle loro famiglie di affrontare le malattie e rinascere dalla sofferenza.

“La fabbrica dei risvegli”: la cura oltre la tecnica

Il dottor Placido Bramanti è autore e protagonista delle vicende raccontate nel libro. Dopo i primi passi in una storica struttura ospedaliera a Messina, affronta un periodo di formazione in Austria dove apprende tecniche innovative per il risveglio dai traumi neurologici.

Tornato in Sicilia dedica la propria vita ai cosiddetti “risvegli”: persone sospese che tornano a vivere grazie alla medicina ma anche grazie alla relazione umana che accompagna il percorso di cura.

Nel libro Bramanti emerge come medico, scienziato e uomo. Riporta storie uniche di guarigione accompagnate da affetti, sofferenze e speranze. La sua sfida non è solo risvegliare i corpi ma anche trasformare il modo stesso di intendere la cura, di operare un cambiamento.

Liris: le responsabilità del medico nella terapia del paziente

Quella del medico è dunque una missione ma, ancor prima, una vocazione. Il senatore Liris, medico e politico, nel suo intervento sottolinea tutta la responsabilità racchiusa nelle mani di un professionista sanitario: la salute di un paziente, la prospettiva della sua vita futura e gli affetti che lo circondano.

Liris riposiziona il paziente al centro e riconosce l’importanza dei professionisti del settore sanitario: oggi l’empatia e la comunicazione non devono essere solo “un compito estemporaneo di giornata ma parte integrante del percorso di cura a cui far seguire una eventuale terapia”.

“Il paziente va preso in cura a tutto tondo”

Intervistato da Ildifforme, il senatore ha affrontato il rapporto tra medicina e politica rispondendo ad un interrogativo complesso:  come si possa mantenere uno sguardo umano davanti alla complessità di un sistema sanitario fatto di numeri, risorse e scelte organizzative. Spesso infatti il rischio è che la politica possa perdere di vista la persona dietro il paziente e che, magari, il medico dietro il politico venga messo in secondo piano dalle logiche del sistema.

La risposta per Liris è una: l’umanizzazione delle cure non può essere considerata un elemento secondario o affidato esclusivamente alla sensibilità individuale del professionista, deve diventare parte integrante del funzionamento del sistema sanitario. Empatia, comunicazione e capacità di relazione rappresentano infatti criteri attraverso cui misurare la qualità dell’assistenza.

“Il paziente non è solo una persona con una patologia che va curata, il paziente va preso in cura a tutto tondo”, dice convinto. Una prospettiva che supera l’idea della medicina come semplice intervento sulla malattia e guarda alla persona nella sua complessità: il paziente, la sua famiglia, il contesto in cui vive e il percorso che accompagna diagnosi, terapia e ripresa

Per Liris questo significa investire non solo nelle risorse economiche ma anche nella capacità del personale sanitario di comunicare, ascoltare e accompagnare il paziente e la sua famiglia. Infatti alla domanda successiva su cosa sia necessario rafforzare maggiormente nella sanità, la risposta è netta: “Sul personale, sulla formazione, sulla comunicazione e sulla capacità relazionale di chi sta in corsia e può cambiare la vita del paziente”.

© Riproduzione riservata

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