“Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio, mi asterrò dal recar danno e offesa. Coninnocenza e purezzaio custodirò la mia vita e la mia arte”, recitava il giuramento diIppocrate, padre della medicina scientifica. Parole risalenti alV secolo a.C.ma ancora profondamente attuali.
In un mondo complesso in cui la sanità cambia insieme al progresso tecnologico, forse occorre riposizionare il focus sulladimensione umana della cura. Oggi il Servizio Sanitario Nazionale deve garantire il diritto alla salute affrontandodisparità economiche, sociali e geografichee, allo stesso tempo, puntare all’umanizzazione delle cure.
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Il libro “La fabbrica dei risvegli” del professorePlacido Bramanti, neurologo e neuroscienziato, affronta proprio questa dimensione: quella più complessa della medicina, fatta di rapporto con il paziente, di dolore, speranza e percorsi di terapia.
Il paziente al centro
Oggi, martedì 23 giugno, presso laSala Caduti di Nassiriya del Senato della Repubblicasi è tenuta la presentazione del libro. Tra i relatori presenti anche figure istituzionali di rilievo come il ministro della SaluteOrazio Schillaci, il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia,Lucio Malan,e il senatoreGuido Quintino Liris.

Esperienze diverse ma una convinzione comune: la medicina non può limitarsi alla cura della malattia, deve occuparsi della persona, è l’unico modo per consentire ai pazienti e alle loro famiglie di affrontare le malattie e rinascere dalla sofferenza.
“La fabbrica dei risvegli”: la cura oltre la tecnica
Il dottor Placido Bramanti è autore e protagonista delle vicende raccontate nel libro. Dopo i primi passi in una storica struttura ospedaliera aMessina, affronta un periodo di formazione inAustriadove apprende tecniche innovative per ilrisveglio dai traumi neurologici.
Tornato in Sicilia dedica la propria vita ai cosiddetti “risvegli”:persone sospese che tornano a vivere grazie alla medicinama anche grazie alla relazione umana che accompagna il percorso di cura.
Nel libro Bramanti emerge comemedico, scienziato e uomo. Riporta storie uniche di guarigione accompagnate da affetti, sofferenze e speranze. La sua sfida non è solo risvegliare i corpi ma anche trasformare il modo stesso di intendere la cura, di operare un cambiamento.
Liris: le responsabilità del medico nella terapia del paziente
Quella del medico è dunque una missione ma, ancor prima, una vocazione. Il senatore Liris, medico e politico, nel suo intervento sottolinea tutta la responsabilità racchiusa nelle mani di un professionista sanitario: lasalute di un paziente, la prospettiva della sua vita futura e gli affetti che lo circondano.
Liris riposiziona il paziente al centro e riconosce l’importanza dei professionisti del settore sanitario: oggi l’empatia e la comunicazionenon devono essere solo “un compito estemporaneo di giornata maparte integrante del percorso di curaa cui far seguire una eventuale terapia”.
“Il paziente va preso in cura a tutto tondo”
Intervistato daIldifforme, il senatore ha affrontato il rapporto tramedicina e politicarispondendo ad un interrogativo complesso: come si possa mantenere uno sguardo umano davanti allacomplessità di un sistema sanitario fatto di numeri, risorse e scelte organizzative.Spesso infatti il rischio è che la politica possa perdere di vista la persona dietro il paziente e che, magari, il medico dietro il politico venga messo in secondo piano dalle logiche del sistema.
La risposta per Liris è una: l’umanizzazione delle cure non può essere considerata un elemento secondario o affidato esclusivamente allasensibilità individualedel professionista, deve diventareparte integrante del funzionamento del sistema sanitario.Empatia, comunicazione e capacità di relazione rappresentano infatti criteri attraverso cui misurare la qualità dell’assistenza.
“Il paziente non è solo una persona con una patologia che va curata, il paziente va preso in cura a tutto tondo”, dice convinto. Una prospettiva che supera l’idea della medicina come semplice intervento sulla malattia e guarda allapersona nella sua complessità: il paziente, la sua famiglia, il contesto in cui vive e il percorso che accompagna diagnosi, terapia e ripresa
Per Liris questo significa investire non solo nelle risorse economiche ma anche nellacapacità del personale sanitario di comunicare, ascoltare e accompagnare il paziente e la sua famiglia. Infatti alla domanda successiva su cosa sia necessario rafforzare maggiormente nella sanità, la risposta è netta: “Sul personale, sulla formazione, sulla comunicazione e sulla capacità relazionale di chi sta in corsia e può cambiare la vita del paziente”.
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