Sembra ci si stia preparando ad un’Alleanza sempre più europea. Il vertice della Nato ad Ankara a Luglio sarà l’ago della bilancia che deciderà il destino del rapporto tra Europa e Usa nell’ambito dell’Alleanza atlantica. E a darne i sentori concreti è il segretario di Stato statunitense Marco Rubio che riferisce di un Donald Trump “rimasto francamente deluso dal mancato sostegno di alcuni alleati Nato all’attacco all’Iran“.
Non è di certo la prima volta che arriva alla sponda europea dell’Atlantico il malcontento del presidente a stelle e strisce sulle azioni sostenute da Bruxelles nell’ambito delle iniziative di Washington. E le spiegazioni vengono servite da Rubio stesso che in apertura dei lavori all’incontro dei ministri degli Esteri della Nato a Helsingborg, in Svezia, fa sapere che “siamo qui per gettare le basi di quello che, a mio avviso, sarà probabilmente uno dei vertici dei leader più importanti nella storia della Nato”. In questa cornice, “le opinioni del presidente, la delusione nei confronti di alcuni dei nostri alleati e della loro reazione alla nostre operazioni in Medio Oriente sono ben documentate“, spiega il segretario di Stato puntualizzando che si tratta di questioni che dovranno essere affrontate.
Ma nonostante la “delusione” del tycoon, Rubio tiene a specificare che “rivedere il dislocamento delle truppe non è un’azione punitiva, è un processo che continuerà in cooperazione con i nostri alleati”. In sostanza, gli Usa ratificano quando già era trapelato nelle scorse settimane: rientra in patria la brigata schierata già dalla presidenza Biden all’indomani dell’invasione dell’Ucraina e viene sospeso l’invio del reggimento di missili cruise, entrambi dislocati in Germania.
Parole che arrivano proprio a poche ore dal dietrofront di Trump sull’invio di 5mila soldati in Polonia, inizialmente sospeso, dopo lo scoppio dell’allarme generale per il passaggio di droni russi in Lituania che ha fatto esporre il premier polacco Donald Tusk sulla necessità di una ferma reazione della Nato nel merito del conflitto ucraino visto che potrebbe presto portare a situazioni più complesse. “Accolgo la decisione Usa con favore, ora i nostri comandanti studieranno i dettagli“, commenta invece il segretario generale della Nato, Mark Rutte ai cronisti prima di entrare in riunione. Insomma, il ruolo di Rutte prende sempre più le sembianze di “pontiere” tra gli alleati e la Casa Bianca, anche se la distanza tra le due sponde sta aumentando rapidamente.
Ma, il segretario generale assicura che gli europei hanno “recepito il messaggio” di Washington per quanto riguarda le basi militari statunitensi. “Ma chiariamo bene, il percorso che stiamo seguendo punta ad un’Europa più forte in una Nato più forte, assicurandoci che, con il tempo e passo dopo passo, diventeremo meno dipendente da un unico alleato, come siamo stati per così tanto tempo, ovvero gli Stati Uniti“, specifica Rutte spiegando come in questo modo gli Usa avranno la possibilità e l’opportunità di concentrarsi maggiormente su altre priorità che sono anche nell’interesse di Bruxelles.
Intanto, Rubio riferisce dei progressi nel merito del conflitto in Iran, che definisce “lievi” e in attesa di notizie sui colloqui attualmente in corso: “Non voglio esagerare ma c’è stato un leggero miglioramento e questo è positivo. I principi fondamentali rimangono gli stessi, l’Iran non potrà dotarsi mai di armi nucleari“. Quanto all’accorata situazione dello Stretto di Hormuz, il segretario di Stato americano afferma che “l’Iran sta cercando di istituire un sistema di pedaggio” nello strategico tratto di mare, “e sta cercando, tra l’altro, di convincere l’Oman ad aderire. Non c’è nessun paese al mondo che dovrebbe accettarlo“.
In questo momento, Rubio spiega che gli Usa starebbero facendo tutto il possibile per raggiungere consenso globale necessario a impedire che ciò accada “e stiamo cercando di avvalerci delle Nazioni Unite, vediamo se le Nazioni Unite funzionano ancora: è lì che cercheremo di ottenere un risultato“. Perché, a detta di Rubio, se dovesse succedere nello stretto di Hormuz, succederà anche in altri cinque posti in tutto il mondo.
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