“Apprendiamo a mezzo stampa chealcuni militari italiani del 51esimo Stormo di Istrana sarebbero stati colpiti dai missili che stanno raggiungendo il Kuwait. Chiediamo al governo di fare chiarezza su quanto eè emerso e se i nostri militari sono in sicurezza o meno”. Questo il messaggio diffuso dal capogruppo Pd in commissione Difesa della Camera, Stefano Graziano, al fine di avere chiarimenti da parte del governo rispetto a quanto sta accadendo in Medio Oriente.
Lo scorso 28 febbraio,le forza Usa e israeliane hanno dato avvio all’operazioneEpic Furycontro l’Iran, con l’obiettivo di portare alla distruzione di tutti i giacimenti di uranio impoverito e al contempo indebolire il regime degli Ayatollah. Tale decisione ha però provocato unadura risposta iraniana, con Teheran che ha attacco le principali città degli Stati del Golfo, con l’obiettivo di mandare un messaggio chiaro agli Stati Uniti.
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Cosa sappiamo dell’attacco in Kuwait
Tra i Paesi che in questi giorni sono stati raggiunti daimissili iranianic’è anche ilKuwait. In questa regione sono presenti alcuni soldati dell’Aeronautica militare italiana, tra cui una quindicina di trevigiani. Ieri, proprio nelle vicinanze del bunker in cui si trovano rifugiati i nostri connazionali sarebbe caduto un missile iraniano che aveva distrutto alloggi e danneggiato la pista di decollo.
Il Siam,sindacatodegli appartenenti all’Aeronautica, vienecontattato dalle famiglie dei militari per avere notizie. Il segretario nazionale Antonsergio Belfiori ha chiesto alla Stato Maggiore piani di evacuazione eventuali, ma al momento non ci sono state risposte in questo senso dal governo o dal ministero. L’attacco di ieri ha riacceso l’attenzione sulla presenza di soldati italiani in queste aree piuttosto instabili, dove improvvisamente la calma può trasformarsi in una situazione di pericolo.
La richiesta del sindacato è che almenole famiglie di questi soldati vengano adeguatamente informate e tranquillizzate sul benestare dei loro cari. Non è chiaro se in futuro questi possano essere evacuati e riportati in Italia per evitare situazioni potenzialmente pericolose.
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