L’offensiva su Gaza continua senza freni. Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno dato inizio ad un nuovo attacco sui quartieri dell’enclave palestinese, arrivando a colpire aree vicine ad alcuni dei pochi ospedali che sono ancora funzionanti nella Striscia. Il bilancio sarebbe catastrofico. Fonti sanitarie riferiscono ad Al Jazeera di almeno 83 palestinesi uccisi oggi dalle forze israeliane.
Nello specifico, sono state raggiunte le zone che circondano gli ospedali di al-Shifa e al-Ahli, tra i pochi ancora funzionanti. Hamas ha immediatamente condannato gli attacchi, sostenendo che questi fossero “crimini di guerra a tutti gli effetti“, oltre ad un “palese messaggio di sfida e disprezzo per la comunità internazionale“.
L’Unione europea continua il suo lavoro finalizzato a cercare di colpire Israele con sanzioni che possano portare alla fine del conflitto. La Commissione europea avrebbe proposto due diverse soluzioni. Da un lato colpire i ministri di estrema destra e i coloni violenti, dall’altro spingere i Paesi membri dell’Ue a interrompere i rapporti commerciali con Israele. L’Italia non ha ancora preso una posizione ufficiale, ma sembrava intenzionata ad approvare la prima tranche di sanzioni, ma non la seconda.
La denuncia dell’Onu sul genocidio a Gaza
Già ieri, era stato attaccato tre volte anche un ospedale pediatrico, quello di al-Rantisi. L’Onu, all’interno dell’inchiesta che ha portato l’Organizzazione a dichiarare le azioni di Israele a Gaza un vero e proprio genocidio, ha anche portato alla luce la distruzione da parte dell’esercito israeliano di un centro di fecondazione in vitro di Al Basma, che ha distrutto 4.000 embrioni e 1.000 campioni di sperma e ovuli. Questa è stata definita “una misura volta a impedire le nascite tra i palestinesi di Gaza“, e uno degli atti definiti di genocidio dalla Convenzione del 1948.
Le Nazioni Unite hanno condannato anche l’uccisione del personale che opera nel settore sanitario, come operatori e medici. Ieri è stata denunciata anche la morte di un operatore di Medici Senza Frontiere. Si tratta del 13esimo dall’inizio del conflitto. Le condanne dell’Onu però non finiscono qui. Ieri sera, il portavoce delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric, citando il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, ha sostenuto che le donne di Gaza siano costrette a partorire in strada, senza medici o acqua pulita. Sarebbero 23mila le donne prive di cura e 15 i bambini che ogni settimana nascono senza assistenza medica.
Gaza, gli attacchi degli ultimi due giorni
Fonti mediche hanno invece certificato la morte di 99 civili negli attacchi che ieri si sono verificati nella Striscia di Gaza. Il bilancio complessivo delle vittime palestinesi dal 7 ottobre 2023 nella Striscia è di almeno 65.062 morti e 165.697 feriti, secondo i dati diffusi dal movimento islamista Hamas. L’agenzia palestinese Wafa ha denunciato la morte del fotoreporter palestinese Mohammed Alaa’ Al-Sawalhi, ucciso ieri in un attacco israeliano sulla città di Gaza. l sindacato dei giornalisti palestinesi ha espresso il suo cordoglio per la morte del reporter.
L’Idf continua a sostenere di star portando avanti attacchi finalizzati alla distruzione dei miliziani dell’organizzazione terroristica palestinese presenti nella Striscia. Un comunicato dell’esercito israeliano ha confermato come ieri sia stato colpito un deposito di armi di Hamas a Gaza City. Questo avrebbe contenuto esplosivi destinati a colpire le truppe israeliane. L’Idf sostiene che prima dell’attacco i civili fossero stati avvisati e invitati ad allontanarsi dalla zona.
Il parroco della Chiesa latina di Gaza, Padre Gabriel Romanelli, è riuscito a dare notizie sulle condizioni della parrocchia. “Buon giorno. Stiamo bene. Niente internet“. È il breve messaggio che è apparso questa mattina sui social del sacerdote.
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