La first lady statunitense Melania Trump avrebbe ottenuto un cessate il fuoco temporaneo tra Russia e Ucraina nella città di Oleshky, nella regione di Kherson. La tregua, annunciata dalla Casa Bianca, dovrebbe iniziare il 29 ottobre e consentire l’ingresso degli aiuti umanitari e l’evacuazione della popolazione civile.
“I due Paesi si sono detti d’accordo a fermare temporaneamente le azioni militari a Oleshky per consentire agli aiuti umanitari di entrare e preparare l’evacuazione dei civili attraverso passaggi stabiliti“, si legge nella nota della Casa Bianca.
Oleshky, una città in condizioni umanitarie drammatiche
Prima della guerra, Oleshky contava circa 24mila abitanti. Oggi, secondo le stime del governo ucraino riportate dalla Bbc, nella città e nelle aree circostanti vivono circa 6mila persone, tra cui 200 bambini, anziani, persone con disabilità e altri soggetti fragili.
La località, occupata dalle forze russe dal 2022, si trova in una situazione particolarmente difficile: il fiume Dnipro la separa dalle posizioni ucraine, mentre le forze russe controllano l’area. Secondo un reportage del Washington Post, lasciare la città è estremamente pericoloso a causa della cosiddetta “strada della morte“, disseminata di mine che hanno provocato vittime e feriti gravi.
La città era stata inoltre colpita dalle conseguenze del crollo della diga di Nova Kakhovka nel 2023, che causò allagamenti e la perdita delle abitazioni per migliaia di persone. Kiev e la Nato accusarono Mosca di aver fatto saltare in aria la struttura, mentre la Russia attribuì la responsabilità all’Ucraina.
Il ruolo di Papa Leone XIV e il colloquio con Putin
La tregua arriva anche dopo l’intervento di Papa Leone XIV, che circa una settimana fa aveva avuto un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin. Secondo quanto riferito dalla Sala stampa vaticana, il Pontefice aveva espresso “viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky“, chiedendo una tregua per consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura dei civili.
Nel corso della telefonata, Putin aveva fornito, secondo il Cremlino citato dall’agenzia Interfax, “spiegazioni complete circa la responsabilità del regime di Kiev” per la difficile situazione umanitaria nella città. Il presidente russo aveva comunque espresso sostegno all’intenzione del Vaticano di contribuire a creare le condizioni necessarie per garantire la sicurezza degli abitanti e organizzare le forniture essenziali. I due interlocutori avevano quindi concordato di collaborare su questo fronte.
Il Cremlino aveva infine riferito che Putin aveva ringraziato il Pontefice per la disponibilità a contribuire alla risoluzione del conflitto e per gli sforzi umanitari, descrivendo la conversazione come svolta in un clima costruttivo e di reciproco rispetto.
La tregua annunciata dalla Casa Bianca punta ora a rendere possibile l’assistenza alla popolazione e l’evacuazione dei civili da una delle aree più esposte alle conseguenze della guerra.
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