La Commissione europea è entrata a gamba tesa nelconflitto tra Israele e Hamas, cercando di porre fine ad una situazione che ha ormai raggiunto dimensioni catastrofiche. Pochi giorni prima dell’inizio dell’offensiva a Gaza City, con centinaia di carri armati che hanno invaso la capitale della Striscia, la presidente dellaCommissione Ueha annunciato la decisione di proporre agli Stati membri l’introduzioni di sanzioni contro lo Stato ebraico.
Non si tratta di un embargo, né di un riconoscimento dello Stato di Palestina, ma solamente di una serie di misure che simboleggerebbero la vicinanza dell’Europa alla popolazione di Gaza. Le sanzioni si dividono in due parti: la prima, che si vota all’unanimità, riguardasanzioni nei confronti dei coloni israeliani violenti e due ministri di estrema destra israeliani; la seconda, che si vota a maggioranza qualificata, prevede l’interruzione di parte degli accordi commerciali che gli Stato membri dell’Ue hanno con Israele.
Leggi Anche
Una presa di posizione che ha messo l’Italia in una situazione piuttosto scomoda. La vicinanza del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al presidente Usa, Donald Trump, le impedisce di colpire troppo duramente Israele. Sembrerebbe, comunque, cheil premier sia piuttosto turbata dal comportamento di Benjamin Netanyahu, pur non essendo arrivata al punto di voler interrompere i rapporti. Inoltre, Meloni vede in questo voto europeo la possibilità di trovare una sponda con la Germania.
Israele, la posizione italiana davanti al Coreper
Nel corso della riunione del Coreper, il Comitato dei rappresentanti permanenti, il rappresentante italiano ha ricordato il sostegno italiano alla risoluzione delle Nazioni Unite per una soluzione a due Stati, ribadendo il via libera all’adozione di sanzioni contro i coloni violenti.L’Italia starebbe però riflettendo sulla possibile posizione da adottare e mantenere in questi mesi. La speranza attuale è che il conflitto giunga alla sua conclusione al più presto, così che le sanzioni possano essere eliminate dalla questione.
Roma si è detta favorevole ad accettare le sanzioni contro coloni violenti e ministri di estrema destra per una questione del tutto strategica.L’Italia si allineerà così alle posizioni di altri Paesi alleati, nella consapevolezza però che questo voto potrebbe andare a vuoto. Essendo necessaria la maggioranza unanime è probabile che la proposta non passi per il veto contrario dell’Ungheria.
Nel secondo caso, invece, ovvero quelle delle sanzioni commerciali, è possibile che Meloni decida di votare contro, aggiungendosi a quei Paesi che già hanno dimostrato dinon voler mettere in discussione i loro rapporti con Israele. Tra questi vi sono Ungheria, Repubblica Ceca e probabilmente anche la Germania. Paesi che, con il loro voto contrario, potrebbero evitare il via libera alle sanzioni.
Israele, Fitto si allontana dal collegio quando Von der Leyen parla di Israele
Intanto, ieri, una mossa dell’Italia ha attirato l’attenzione dell’Unione europea. Nel momento in cui Ursula Von der Leyen stava iniziando ad affrontare il tema delle sanzioni nel corso del collegio dei commissari europei, il vicepresidente della Commissione,Raffaele Fitto,ha deciso di allontanarsi e non prendere parte alla discussione. Un gesto che manifesta la contrarietà di fronte alla decisione della leader europea di punire Israele con le sanzioni.
Un gesto piuttosto eclatante che dimostra ancora una volta l’indecisione italiana sulla questione palestinese. Se l’Italia continua a condannare le azioni brutali condotte dallo Stato ebraico contro la popolazione civile, dall’altra c’è una maggioredifficoltà ad agire sul piano praticoe prendere una posizione netta contro il governo dello Stato ebraico.
© Riproduzione riservata













