L’Osservatorio Spettacolo e Ambientepresenta il bilancio dei primi due anni di attività il26 giugnopresso l’arenaNotti di Cinema, nella storica Piazza Vittorio.
Riflessione e condivisione, cultura e intrattenimento saranno al centro della serata promossa daENAC Lazioin uno dei principali spazi di cinema all’aperto di Roma. Intervengono il registaRiccardo Milaniche presenta il filmLa vita va così,Marco Gisotti, direttore scientifico dell’Osservatorio,Massimo Arcangeli, direttore generale ENAC Lazio.
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Osservatorio Spettacolo e Ambiente, i risultati
I risultati dei primi due anni di attività dell’Osservatorio Spettacolo e Ambiente evidenziano una crescita degli spettacoli sostenibili. Numerosi interventi di efficientamento energetico sono stati realizzati da teatri e sale cinematografiche italiane e sono aumentate le produzioni cinematografiche certificate sul piano ambientale.
Marco Gisotti, direttore scientifico dell’Osservatorio, spiega“la fortissima convergenza di temi e pratiche dell’industria dello spettacolo verso la sostenibilità ambientale”. Lo stesso continua sottolineando che l’industria del cinema“ha aumentato il numero di opere con certificazione ambientale e ben 270 sale cinematografiche e 363 teatri hanno realizzato interventi di efficientamento energetico anche grazie ai fondi del PNRR. Il nostro compito è censire le buone pratiche e fare sì che tutte le imprese e i professionisti del settore le possano condividere, riducendo gli sprechi insieme ai costi, migliorando le performance artistiche e offrendo al pubblico un’esperienza con maggiore comfort, sicurezza e sostenibilità“.

Registi e registe maintream come Paolo Virzì, Riccardo Milani, Maura Delpero e Alice Rohrwacher dimostrano nelle loro opere un’attenzione e preoccupazione per la crisi ambientale, un diffuso sentimento di tutela del patrimonio storico ambientale e di ritorno alle origini.
Il regista Riccardo Milani presenta il film ‘La vita va così’
Il regista Riccardo Milani presenteràLa vita va così. Leggerezza e spirito critico caratterizzano il film che coniuga come il progetto l’intrattenimento popolare con i contenuti sociali. Il regista dichiara di aver“voluto raccontare il doloroso conflitto tra la necessità del lavoro e la salvaguardia del nostro prezioso territorio ”Lo stesso conclude chiarendo che non ci si deve rassegnare“al ricatto occupazionale: è urgente promuovere uno sviluppo etico e rispettoso di ogni identità locale. Il mio pastore sardo è il simbolo di chi resiste, di chi lotta per la propria terra e sono contento se il mio cinema possa essere d’ispirazione ad avere maggiore cura dell’ambiente e delle persone che ci circondano“.
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