Pubblicità
consorzio arcale

Dietro l’obiettivo allo Spazio Arte Teatro dal 19 febbraio

Lo spettacolo ripercorre, attraverso una drammaturgia intima e visiva, il passaggio di Lee Miller dall’essere oggetto dello sguardo maschile a soggetto consapevole, capace di usare l’immagine come strumento di verità e testimonianza. Il teatro diventa una camera oscura del ricordo, dove il passato prende forma attraverso la parola e la luce. Invita a fermarsi ed osservare, interrogarsi sul potere delle immagini, sulla memoria storica e sulla responsabilità dello sguardo

4 Min di lettura

Dietro l’obiettivo, scritto e diretto da Riccardo Riande, debutta in prima assoluta presso lo Spazio Arte Teatro e sarà in scena dal 19 al 22 e dal 26 al 28 febbraio.

Il teatro diventa una camera oscura della memoria, dove il passato prende forma attraverso la parola e la luce. Uno spazio essenziale, pochi elementi materiali. Darà corpo e voce a Lee Miller, figura centrale del Novecento, l’attrice Valentina Corti. Il fotografo di guerra David E. Sherman è interpretato da Alessandro Giova. Antonio Starrantino incarna tutti gli uomini, compagni di viaggio, amanti, mentori, artisti, che hanno segnato ed attraversato la vita della protagonista.

Lee Miller è stata molte vite in una sola

Lee Miller è stata molte vite in una sola. Modella iconica negli anni ’30, musa di Man Ray e volto delle riviste patinate, incarnazione di un immaginario femminile che riduceva le donne a oggetti di desiderio. C’era però un’urgenza più profonda dietro quello sguardo magnetico. Diventare soggetto attivo ribaltando la prospettiva ed impugnando la macchina fotografica..

Lo spettacolo porta il pubblico in una trincea, alle porte di Monaco. Lee Miller ed il fotografo attendono di entrare nella casa di Hitler. Nell’attesa ripercorre il suo cammino, tra silenzi e riflessioni. Dagli studi di posa alle avanguardie parigine, dal matrimonio egiziano alle estati con Picasso, fino alla decisione di testimoniare la guerra.

Dietro lobiettivo2
Dietro l’obiettivo – SpazioArte Teatro

La duplice anima di Lee Miller emerge nello spettacolo

In questo viaggio emerge la sua duplice anima: quella della musa e icona di bellezza e quella della fotoreporter che ha documentato con le sue immagini, per prima, l’orrore dei campi di concentramento nazisti. Simbolo estremo di questa contraddizione diventa la vasca da bagno del Führer. Un corpo femminile che osa immergersi nell’intimità del potere, restituendo dignità e verità attraverso un gesto di ribellione.

Nell’epilogo il racconto si apre al presente. Gli orrori testimoniati non appartengono solo al passato, ma tornano, sotto altri nomi e in altri luoghi, tutte le volte che il dolore viene ignorato. Lo spettacolo diventa un monito, un invito a guardare con lucidità anche ciò che oggi si tende a rimuovere, per riconoscere nel nostro tempo le stesse ingiustizie di allora e non restare in silenzio. Tutto ciò che è accaduto può accadere nuovamente, ogni volta che la memoria viene rimossa e l’umanità smette di interrogarsi sulle immagini che produce e consuma.

Dietro l’obiettivo restituisce la forza di chi ha vissuto da entrambi i lati dell’obiettivo

Lo spettacolo restituisce la forza di una figura che ha saputo vivere da entrambi i lati dell’obiettivo, trasformando la propria vita in un atto di emancipazione e memoria. Dialoghi serrati ed essenzialità del linguaggio come anche dello spazio scenico.

La regia è di Riccardo Riande, autore del testo, fotografo e videomaker attivo da oltre quindici anni nel mondo del cinema e della televisione. Il regista porta in scena un linguaggio che intreccia teatro e fotografia, costruendo uno spazio scenico altamente evocativo, dove parola e immagine dialogano costantemente.

© Riproduzione riservata

Condividi questo Articolo
Pubblicità
Way Technological Systems