Pubblicità
consorzio arcale

Milano Film Fest 2026, il red carpet diventa urban: tailoring rilassato e stile metropolitano inaugurano il Festival

Tra cinema diffuso, strade trasformate in set e look dal gusto metropolitano, il Milano Film Fest inaugura la sua edizione 2026 con un red carpet contemporaneo e rilassato

4 Min di lettura

Un set a cielo aperto, un red carpet che sa di quell’atmosfera cosmopolita e urban di cui il Milano Film Fest 2026 si è vestito fin dalla sua inaugurazione. Proprio ieri sera il capoluogo lombardo ha acceso i riflettori sul Festival diretto artisticamente da Claudio Santamaria, che dal 4 al 9 giugno porterà proiezioni, incontri e cinema diffuso tra piazze, cortili e spazi urbani della città.

Lo sfondo, infatti, non è quello tradizionale di un teatro o di una sala cinematografica, ma quello vivo dei quartieri milanesi, trasformati eccezionalmente in location d’autore. Un’impronta metropolitana che si riflette anche nell’identità stessa del Festival: il cinema esce dagli spazi canonici e si mescola al ritmo della città, tra architetture contemporanee, strade trafficate e scorci industrial chic. Con un incontro aperto alla città, il Festival ha ufficialmente preso il via presentando il programma, le giurie e i concorsi internazionali dedicati a lungometraggi e cortometraggi.

E proprio sul red carpet open air sono stati molti gli attori e gli ospiti che hanno posato davanti ai fotografi, inaugurando l’evento con look eleganti ma attraversati da un evidente twist urban. Nessuna ricerca dell’effetto “gran soirée“: a dominare sono stati completi rilassati, silhouette pulite e dettagli contemporanei, perfettamente in linea con l’anima metropolitana della manifestazione.

Se c’è stato un filo conduttore tra gli outfit della serata, è stato senza dubbio l’inconfondibile gusto armaniano: linee morbide, palette essenziali e un’eleganza disinvolta, fatta qualche eccezione..A spiccare senza dubbio è la cravatta di Santamaria, verde acido in perfetto stile Prada con tanto di logo a vista. L’attore l’ha abbinata a un completo nero e camicia bianca, rompendo la classicità del look con un dettaglio dal sapore street style.

Anche Anna Ferzetti ha lasciato il segno con un raffinato black and white griffato Jil Sander, composto da blazer nero con profondo scollo a V e gonna bianca. Beatrice Vendramin ha invece scelto una tuta intera bianca a fascia, essenziale e minimale, mentre Ludovica Rampoldi e Candela Pelizza hanno puntato sulla stessa silhouette in versione total black, dal gusto decisamente metropolitano.

Progetto senza titolo 2026 06 05T154206.879 1
Foto di Lucia Sabatelli

Più sofisticata ma volutamente rilassata l’immagine di Valeria Bruni Tedeschi, apparsa in un tailleur destrutturato dalle sfumature metalliche. Il taglio fluido del completo, abbinato a una semplice t-shirt bianca, restituisce quell’eleganza effortless tipica dei red carpet più contemporanei.

Progetto senza titolo 2026 06 05T154441.267
Foto di Lucia Sabatelli

Gioca invece sui contrasti geometrici e grafici il look di Silvia D’Amico, che indossa un top bianco a collo alto con cut-out e mezze maniche ad aletta, abbinato a una gonna sartoriale nera con spacco laterale. Geometrico e scultoreo anche l’abito di Serena Brancale, caratterizzato da una silhouette aderente e minimale.

Ludovica Nasti sceglie invece un completo gessato nei toni del blu, mentre Giovanni Caccamo abbina un blazer gessato a una camicia bianca lasciata aperta e a pantaloni in pelle nera lucida effetto textured, in uno styling che fonde tailoring classico e attitude streetwear.

Non manca chi opta per un’eleganza ancora più urbana e quotidiana, come Mattia Carzaniga, arrivato in jeans con blazer grigio e camicia a righe bianco-celesti impreziosita da ruches sui bottoni. Infine in stile casual non scappano all’obiettivo Sara Lazzaro, Maurizio Nichetti e Maccio Capotonda.

Progetto senza titolo 2026 06 05T154654.269 1
Foto di Lucia Sabatelli

Insomma più che una semplice inaugurazione, quella del Milano Film Fest è sembrata quasi la fotografia di una Milano creativa e contemporanea, dove cinema, moda e linguaggio urbano dialogano tra loro di continuo. E anche il red carpet, lontano dagli eccessi tradizionali, ha raccontato proprio questo nuovissimo immaginario: sofisticato ma al contempo impregnato di quell’energia autentica della strada.

© Riproduzione riservata

TAGGED:
Condividi questo Articolo
Pubblicità
Antichi Telai 1894