Terapia CAR-T, uomini e donne uguali nel diritto e nella speranza: il San Camillo-Forlanini onora la nascita della Repubblica Italiana

In occasione dell'80° anniversario di una nazione fondata sulla dignità, la sanità pubblica laziale scrive una pagina di libertà: la medicina genica che trasforma le cellule del paziente in farmaci contro il cancro è realtà. La storia di professionisti che hanno permesso ai cittadini di tornare a respirare il futuro

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Oggi è il2 giugno 2026. Mentre le piazze si vestono del tricolore per celebrare gli80 anni della Repubblica Italiana, nata per garantire a ogni individuo la stessa dignità e il medesimo diritto alla vita, nei reparti di ematologia della Regione Laziosi combatte e si vince una battaglia che ridefinisce il concetto stesso di uguaglianza, trovando la sua massima espressione nellaterapia CAR-T(Chimeric Antigen Receptor T Cell Therapies).

Non c’è celebrazione più alta, per una Democrazia, che vedere i propri cittadini,uomini e donne senza distinzione alcuna, ricevere la cura più avanzata del pianeta a ‘un passo da casa’, protetti dal manto della sanità pubblica. Una vittoria della Scienza, della determinazione della Regione e dell’umanità più pura: questa rivoluzione medica, considerata prima un miraggio lontano, rappresenta orauna realtàche ha visto l’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlaninirestituire ilprimo pazienteal calore della sua esistenza nel mese di maggio.

Terapia CAR-T, il viaggio biologico del San Camillo-Forlanini che trasforma il tessuto umano in speranza

Le premesse e le promesse emerse durante ilFarmaco Forum 2026stanno trovando la loro applicazione tra le mura dei nostri ospedali, dando vita aun miracolo scientifico che tocca le corde più profonde della biologia e dell’anima.

Tutto comincia con un prelievo che assomiglia a un passaggio di consegne tra il corpo e la speranza. Attraverso una tecnica delicatissima chiamataleucoaferesi, gli infaticabili ricercatori isolano i linfociti T dal sangue del soggetto. Sono unità cellulari fragili e preziose, soldati stremati da una guerra interna che hanno bisogno di essere addestrati a riconoscere il nemico, dando inizio aun viaggio straordinario, una staffetta della vita che supera le frontiere.

Questi linfociti vengono spediti in strutture specializzate oltreoceano o in avanguardistici laboratori europei, spostandosi protetti dall’abbraccio del ghiaccio secco, atemperature che sfiorano i 180 gradi sotto zero, per preservarne intatta la forza. Una volta giunti a destinazione, gli scienziati operano una vera riprogrammazione genetica:inseriscono nel DNA di questi elementi il recettore CAR, una sorta di bussola molecolare capace di agganciare e distruggere i tumori. I guardiani dell’organismo così modificati vengono poi coltivati e duplicati a milioni, trasformati inun valoroso esercitoe rispediti indietro, pronti a tornare a casa.

Terapia CAR-T
Terapia CAR-T

Il rientro di quelle fiale congelate accendeun’emozione tangibile. Dopo che il malato è stato preparato con una delicata chemioterapia di linfodeplezione, avviene la reinfusione: un momento sospeso nel tempo in cui quelle stesse cellule che erano partite deboli tornano nel corpo del paziente periniziare la loro opera di guarigione.

Una terapia ad altissima complessità clinica, gestita da team multidisciplinari che vegliano giorno e notte per monitorare ogni respiro e prevenire le possibili tossicità, come la sindrome da rilascio di citochine, diventandouna barriera concreta eretta contro la sofferenzaper una serie precisa di patologie ematologiche aggressive.

Questa èla risposta di dignitàper chi combatte contro il Linfoma non Hodgkin a grandi cellule B, Linfoma non Hodgkin a grandi cellule B primitivo del Mediastino, Linfoma Follicolare, Linfoma Mantellare;la luce che si accende nel buiodella Leucemia Linfoblastica Acuta, sia per i piccoli degenti fino a 21 anni sia per gli adulti;la nuova frontiera di curaper chi è affetto da Mieloma Multiplo.

Medico alle prese con la terapia CAR-T
Medico alle prese con la terapia CAR-T all’Ospedale San Camillo-Forlanini

Per quanto riguarda l’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini, il primo paziente a ricevere la terapia, affetto da Linfoma Mantellare non rispondente alle terapie convenzionali, è stato ricoverato alla metà del mese aprile edimesso in buone condizioni lo scorso 6 maggio, dopo un periodo di necessaria osservazione.

A tal proposito, laDottoressa Roberta Battistini, Direttore f.f. UOC Ematologia e Trapianto CSE, ha dichiarato: “Poter offrire questa tecnologia d’avanguardia significa posizionare il San Camillo nel network dei centri di eccellenza ematologica a livello nazionale, un risultato possibile grazie all’impegno e al supporto della Regione Lazio. Per i pazienti affetti da linfomi o leucemie che non hanno risposto alle cure tradizionali,tutto questo si traduce in una reale e rivoluzionaria opportunità di guarigione, garantendo loro l’accesso ai trattamenti più avanzati direttamente nella nostra struttura, senza costringerli a faticosi spostamenti”.

Dal canto suo, il Presidente della Regione LazioFrancesco Roccaha affermato: “L’introduzione della terapia CAR-T presso l’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini rappresentaun importante passo avanti per la sanità del Lazio. Questo traguardo si inserisce nel più ampio progetto del Centro Regionale per le Terapie Cellulari e Geniche, collocato presso il San Camillo-Forlanini e che vedrà la collaborazione di tutti gli istituti di ricerca e delle Università della regione per promuovere innovazione, ricerca e sviluppo dinuove opportunità terapeutiche a beneficio dei cittadini. La Regione Lazio continuerà a sostenere investimenti nell’innovazione clinica e nel rafforzamento della rete ospedaliera pubblica, con l’obiettivo digarantire ai cittadini cure sempre più avanzate e accessibili sul territorio”.

Paziente alle prese con la terapia CAR-T
Paziente alle prese con la terapia CAR-T all’Ospedale San Camillo-Forlanini

Uomini e donne uguali nel dolore, ma da oggiuguali anche nella vittoria. In fondo, chi non avrebbe voluto poter proporre ed offrire a qualcuno dei propri cari, che sfortunatamente non è più tra noi, una cura del genere? È a coloro che, seppur lottando con coraggio,hanno lasciato un vuoto, che è dedicata la doverosa battaglia degli specialisti, chesi spingono a fare ancora di più.

Grazie all’impegno della Regione Lazio e all’eccellenza del San Camillo-Forlanini, i nuovi pazienti non sono più costretti a intraprenderelogoranti trasferte della speranza lontano dai propri affettiperché oral’ottimismo abita negli ospedali vicini a loro. Celebrare gli80 anni della Repubblicasignifica esattamente questo: onorare il lavoro dei professionisti che, con il camice bianco come unica bandiera,difendono la vita e regalano un domani e un orizzonte a chi pensava di non averne più.

D’altronde,la Repubblica Italiana è nata proprio con questa stessa speranza, una spinta ideale che rappresentala forza che guida la nazione verso un futuro migliore per tutti i suoi cittadini.

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