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Tav Napoli-Bari, mazzette nei panettoni: 20 misure cautelari nell’inchiesta sui cantieri

Indagine della Guardia di Finanza di Napoli: coinvolti imprenditori e pubblici ufficiali. Contestati anche lo sfruttamento della manodopera e le fatture per operazioni inesistenti

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La realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità Napoli-Bariè finita al centro di un’indagine dellaProcura di Napoli. La Guardia di Finanza ha notificato 20 misure cautelari personali nei confronti di imprenditori e pubblici ufficiali, nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza un sistema di rapporti corruttivi costruito attorno all’affidamento e all’esecuzione di lavori nei cantieri. Le contestazioni, secondo quanto riferito dagli inquirenti, comprendono corruzione, caporalato ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Per10 personeè stata disposta la misura degli arresti domiciliari.

Secondo quanto riportato anche da Il Sole 24 Ore, alcuni imprenditori avrebbero beneficiato di rapporti privilegiati con pubblici ufficiali per ottenere commesse o facilitazioni durante l’esecuzione delle lavorazioni. In cambio sarebbero stati corrisposti denaro, orologi di lusso, telefoni cellulari e vacanze. Un quadro che, se confermato, delineerebbe un meccanismo in cui interessi economici privati si sarebbero intrecciati con funzioni pubbliche legate a un’infrastruttura strategica per il collegamento ferroviario tra Campania e Puglia. 

Lavoratori sfruttati nei cantieri Tav Napoli-Bari

L’inchiesta ha fatto emergere anche una presunta gestione irregolare della manodopera. Infatti, tra i lavoratori individuati dagli investigatori ci sarebbero cittadini stranieri, in particolare di origine egiziana, che sarebbero stati impiegati nei cantieri in condizioni ritenute gravemente irregolari. Le contestazioni riguardano turni estremamente prolungati, mancato rispetto dei periodi di riposo, retribuzioni inferiori a quelle previste dai contratti e condizioni igieniche e di sicurezza considerate inadeguate.

Dalle intercettazioni citate nell’ordinanza emergerebbero giornate lavorative arrivate, in alcuni casi, fino a 20 ore. Inoltre, i lavoratori avrebbero trascorso la notte all’interno di strutture precarie nei pressi dei cantieri, anche durante i mesi estivi. Al centro della ricostruzione della gip di Napoli Federica Girardi ci sarebbe un uomo formalmente assunto da una società impegnata nei servizi di cantiere, ma che, secondo l’accusa, avrebbe svolto un ruolo di intermediario nella selezione, nel reclutamento e nello sfruttamento della manodopera.

Ipanettoni e il trasferimento di denaro

Un altro capitolo dell’indagine riguarda la presunta circolazione delle tangenti. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, parte del denaro destinato alle attività corruttive sarebbe stata occultata all’interno di panettoni consegnati come regali durante il periodo natalizio. Il gip, su richiesta del pubblico ministero Henry John Woodcock, ha disposto il sequestro preventivo del presunto profitto derivante dai reati di corruzione.

Altro aspetto centrale, secondo l’accusa, riguarda l’utilizzo di calcestruzzo impiegato nei lavori che sarebbe stato di qualità inferiore a quella prevista. La circostanza viene definita di particolare gravità nell’ordinanza, perché riguarda direttamente un’opera infrastrutturale destinata a garantire collegamenti ferroviari ad alta velocità e standard elevati di sicurezza.

Infine, l’inchiesta comprende il presunto trasferimento di circa 300mila euro verso l’Egitto, somma che, secondo la ricostruzione, sarebbe stata destinata a investimenti immobiliari. Tutti gli elementi contestati dovranno ora essere sottoposti alle successive verifiche giudiziarie.

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