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Israele, Ebraismo Unito rompe con Netanyahu: nessuna indicazione per formare il governo

In Israele la formazione ultraortodossa ashkenazita, alleata storica del premier uscente, ha comunicato al presidente Herzog di non essere vincolata ad alcun blocco. La decisione potrebbe favorire Gadi Eisenkot, mentre resta centrale la questione dell'esenzione degli studenti religiosi dal servizio militare

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In Israele, la fazione ultraortodossa United Torah Judaism (Ebraismo Unito), a lungo alleata di Benjamin Netanyahu, ha deciso di non indicare alcun candidato per la formazione del nuovo governo israeliano. Nel corso delle consultazioni post-elettorali con il presidente Isaac Herzog, il partito ha comunicato di non voler raccomandare nessun membro della Knesset, dichiarando di “non essere vincolato ad alcun blocco“.

La formazione, che ha ottenuto sette seggi sui 120 del Parlamento israeliano, non ha indicato né il premier uscente né il leader dell’opposizione Gadi Eisenkot. La scelta segna una rottura con un’alleanza politica di lunga data: Ebraismo Unito ha fatto parte del governo fino al luglio 2025, continuando poi a sostenere la coalizione dall’esterno.

La questione dell’esenzione dal servizio militare

La posizione del partito potrebbe rivelarsi decisiva nella formazione dei nuovi equilibri parlamentari. Ebraismo Unito rappresenta gli ebrei ultraortodossi di origine ashkenazita, con radici prevalentemente europee. Un’altra formazione religiosa, Shas, rappresenta invece la comunità sefardita, le cui origini sono soprattutto mediorientali e nordafricane.

Entrambi i partiti sono stati sostenuti da Netanyahu nella battaglia per mantenere l’esenzione dal servizio militare obbligatorio per gli studenti delle scuole religiose. Il premier uscente, tuttavia, non è riuscito a tradurre questa misura in una legge, nonostante abbia mantenuto in vigore l’esenzione. Una questione particolarmente controversa in Israele, dove il peso dei richiami dei riservisti è aumentato a causa dei conflitti a Gaza, in Libano e in Iran.

“In qualsiasi governo verrà formato, il nostro punto immediato sarà la risoluzione dello status degli studenti della Torah“, ha dichiarato il parlamentare di Ebraismo Unito Isaac Pindrus.

Eisenkot, ex capo di Stato maggiore che punta a costruire un’alleanza tra centro e centrodestra, si è invece mostrato irremovibile sulla necessità di porre fine alle esenzioni. Una posizione condivisa da alcuni esponenti dell’opposizione, che hanno più volte accusato i partiti ultraortodossi di sottrarsi alle responsabilità comuni.

Eisenkot verso il mandato per formare il governo

Secondo alcuni osservatori, la decisione di Ebraismo Unito potrebbe essere soprattutto un modo per punire Netanyahu e dimostrare che il sostegno dei suoi elettori non può essere dato per scontato. Non è escluso, tuttavia, che la formazione ultraortodossa possa comunque appoggiare un eventuale governo guidato dal premier uscente.

Herzog incontrerà i rappresentanti dei principali partiti prima di affidare a un parlamentare l’incarico di formare il nuovo esecutivo. La scelta del presidente si basa generalmente sul numero di raccomandazioni raccolte da ciascun candidato: Eisenkot appare quindi in vantaggio e potrebbe ricevere il mandato. Avrebbe 28 giorni per costruire una maggioranza, con la possibilità di ottenere una proroga di ulteriori 14 giorni.

La minaccia di Teheran: “Missili iraniani verso l’Europa”

Intanto, sullo sfondo delle tensioni regionali, arriva una nuova minaccia da Teheran. “Se l’America utilizzerà le sue basi in Europa, comprese quelle in Italia e in Germania, i missili iraniani saranno lanciati verso l’Europa“, ha dichiarato Ahmad Bakhshayesh Ardestani, membro della commissione per la Sicurezza nazionale del Parlamento iraniano.

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