In tempi incerti, tra lo stallo politico in Israele dopo le elezioni del 27 ottobre scorso e nel bel mezzo delle Midterm negli Usa, continuano le dichiarazioni del presidente americano, Donald Trump. In un’intervista rilasciata a Fox, il tycoon ha specificato che: “Gli aiuti a Israele verranno interrotti alla fine dell’anno. Israele è un Paese prospero, non ha bisogno di 4 miliardi in aiuti”.
Per questo The Donald annuncia l’accordo: “Entro la fine di quest’anno, non effettueremo più versamenti a favore di Israele. Naturalmente, continueremo ad aiutare Israele qualora ne avesse bisogno”. Comunque qualora ne avesse bisogno, il Paese potrà “comprare quello che vogliono”. Poi il tycoon scherza sulle Midterm: “Il mio tasso di gradimento in Israele è al 99%. Se la gente dovesse stancarsi di me negli Stati Uniti, mi trasferisco in Israele e divento premier”.
Trump, lo stallo politico in Israele dopo le elezioni
Stando agli ultimi aggiornamenti, sembra che ancora non ci sia una chiara maggioranza in Israele. Nonostante l’offerta di un appoggio esterno da parte dei partiti arabi data da Gadi Eisenkot, leader del primo partito di opposizione la situazione non è migliorata. Ci sono ancora vari nodi da sciogliere. Uno di questi è proprio la guerra con l’Iran e la questione che Israele potrebbe decidere di intervenire insieme agli Usa, un punto che mette a rischio alleanze a appoggi tra i partiti israeliani.
Intanto serpeggia l’ipotesi delle presunte infiltrazioni straniere per incentivare l’affluenza degli elettori arabi alle urne. Il presidente della Commissione elettorale, il giudice Noam Sohlberg, in merito alle indagini aperte ha dichiarato: “Le elezioni per la 26ma Knesset si sono svolte regolarmente. I risultati riflettono la volontà degli elettori. Le evenutali irregolarità sono oggetto di esame. La nostra posizione è che, anche qualora i sospetti venissero confermati, ciò non pregiudica la correttezza delle elezioni né i risultati nel loro complesso”.
Il partito del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ovvero Likud , ha commentato le parole del giudice definendole come “estremamente sconcertante”. Dato che Sohlberg ha descritto le accuse come “molto serie” per poi “stabilire a priori che non abbiano avuto alcun impatto sull’esito elettorale”. Il 4 novembre prossimo inizieranno le consultazioni di governo con il presidente Isaac Herzog, che dovrà ascoltare i partiti per poi affidare l’incarico di formare il governo.
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