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Morte Fakir, per i periti ‘tra le concause lo schiacciamento’

Per i consulenti i tre elementi sarebbero: lo schiacciamento provocato dalla posizione prona del corpo mentre i due poliziotti lo tenevano fermo a terra, problemi respiratori e l’assunzione di cocaina. Il 16 novembre si attende la decisione dei pm

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Nuovo aggiornamento sul caso della morte di Abderrahim Fakir, avventura il 19 luglio scorso e che aveva monopolizzato le cronache a causa delle molteplici zone grigie. Arriva quindi, a distanza di 3 mesi, la relazione conclusiva della consulenza tecnica sulla morte del 42enne durante un intervento di polizia.

Secondo quanto emerso, figurano tre cause che avrebbero provocato l’insufficienza respiratoria acuta che ha portato al decesso dell’uomo. Quindi i tre elementi sarebbero: lo schiacciamento provocato dalla posizione prona del corpo mentre i due poliziotti lo tenevano fermo a terra, problemi respiratori e l’assunzione di cocaina. Ora al vaglio dei magistrati Morena Plazzi, Domenico Ambrosio e Francesca Arienti comprendere se la consulenza di quasi 200 pagine fa luce sulle cause della morte di Fakir.

Morte Fakir, entro il 19 novembre i pm dovranno decidere se indagare le 6 persone coinvolte

Adesso i magistrati hanno fissato un incontro per domani nel quale si confronteranno per comprendere l’incisività di una concausa rispetto ad un’altra. Attualmente nel registro delle annotazioni preliminare sono iscritte 6 persone: i due agenti intervenuti e i 4 volontari della Croce Rossa arrivati per soccorrerlo. Si tratta infatti dello “scudo” che si attua quando vi è una possibile causa di giustificazione per omicidio colposo. Entro il 19 novembre prossimo però i pm dovranno comunicare la decisione: se indagare le sei persone coinvolte o archiviare le posizioni.

Nel frattempo parla l’avvocato della famiglia di Fakir, Fabio Anselmo, che si dice rammaricato perché “purtroppo si parla di un documento che ancora non abbiamo. Esprimo il mio rammarico per le indiscrezioni che stanno uscendo, questo mi addolora perché rappresento i familiari della vittima e non posso confermare loro né smentire”. Si attende quindi la decisione dei magistrati che potrebbe rappresentare una possibile svolta nel caso che questa estate ha portato anche a mobilitazioni con scontri a Bologna.

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