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Tigre della Tasmania potrà tornare in vita: la scoperta scientifica

Un'importante scoperta scientifica potrebbe riportare in vita la Tigre della Tasmania, animale che era caro all'Australia. Ma questo processo di de- estinzione è molto significativo per il futuro di alcune specie animali

3 Min di lettura

La Tigre della Tasmania si è estinta nella prima metà del XX secolo, ma oggi potrebbe diventare il simbolo di una rivoluzione scientifica. L’animale è un marsupiale carnivoro che un tempo dominava l’ecosistema dell’isola australiana, da cui prende il nome.

Come riporta Il Messaggero, un gruppo di ricercatori svedesi è infatti riuscito a isolare e sequenziare l’RNA da un esemplare risalente a 130 anni fa. Lo studio, guidato dal dottor Marc R. Friedländer dell’Università di Stoccolma, è stato pubblicato sulla rivista Genome Research e potrebbe rappresentare un passo decisivo verso la cosiddetta de‑estinzione.

Tigre della Tasmania: cos’è

La Tigre della Tasmania è spesso descritta come un cane striato con una lunga coda rigida, era un superpredatore dell’ecosistema tasmaniano. La sua popolazione crollò rapidamente all’inizio del Novecento, decimata dalla caccia e dalla progressiva perdita dell’habitat. L’ultimo esemplare noto morì in cattività il 7 settembre 1936, data che oggi in Australia è commemorata come National Threatened Species Day.

Come recuperare la Tigre della Tasmania

Se il DNA permette di identificare i geni presenti in un organismo, l’RNA rivela quali geni erano effettivamente attivi nei diversi tessuti al momento della morte, ma l’RNA è fragile: si degrada rapidamente e raramente sopravvive per tempi lunghi. Per questo il risultato ottenuto dal team svedese è sorprendente.

Lo studio si è concentrato proprio sulla regolazione genica, con particolare attenzione ai piccoli regolatori molecolari fondamentali per lo sviluppo embrionale e la funzione dei tessuti.

Il campione analizzato proviene dal Museo Svedese di Storia Naturale di Stoccolma ed è costituito da pelle essiccata conservata a temperatura ambiente. I ricercatori hanno sequenziato RNA proveniente da tessuto muscolare e cutaneo, riuscendo a ricostruire parte dell’attività cellulare del tilacino.

Durante le analisi sono emerse anche tracce di virus a RNA, deboli ma ancora identificabili: un dettaglio che potrebbe offrire nuove informazioni sulla storia evolutiva dei virus e sulle malattie che circolavano tra gli animali del passato.

Nonostante il fascino della scoperta, gli scienziati invitano alla prudenza. Lo studio si basa su un solo esemplare, e la manipolazione dell’RNA antico richiede protocolli rigidissimi per evitare contaminazioni.

Questa scoperta potrebbe portare ad una scoperta secolare: molti animali conservati nei musei di tutto il mondo potrebbero contenere quantità sorprendenti di RNA ancora leggibile.

L’RNA potrebbe portare alla de‑estinzione?

La possibilità di riportare in vita specie scomparse rimane, per ora, un’ipotesi. Ma la capacità di recuperare RNA antico rappresenta un tassello fondamentale per comprendere come funzionavano realmente gli organismi estinti.

La de‑estinzione, che mira a ricreare specie perdute o a salvare quelle oggi in pericolo, potrebbe aver appena compiuto un passo avanti decisivo e proprio la Tigre della Tasmania potrebbe diventare il simbolo di una nuova era della scienza.

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