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Abodi lancia la riforma sul calcio: “Non possiamo continuare con la Serie A a 20 squadre”

Il ministro per lo Sport è intervenuto durante il forum dello Sport Talk Industry: “Lavoriamo anche alle infrastrutture”

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Giornata di discussioni per Andrea Abodi, ministro per lo Sport e per i Giovani, che è intervenuto presso il palco dello “Sport Talk Industry”, il convegno organizzato da Rcs Academy e dal Corriere della Sera.

Abodi, interpellato sul futuro del calcio italiano, ha esposto la sua visione: “Apprezzo la scelta della Federazione di convocare un’assemblea per marzo 2024, perché il calcio è un sistema centrale che va riformato e messo in discussione”.

il difforme andrea abodi

Abodi: “Impensabile continuare con 20 club in A e B

Secondo la concezione del ministro, infatti, il calcio avrebbe bisogno di una riforma radicale, a partire dal numero di squadre impegnate nel campionato di serie A:Impensabile continuare con venti club in A e B, sessanta in C. Necessitiamo di una competizione più equa e la riduzione del numero delle formazioni renderebbe questo processo più agevole”.

Sul piano delle infrastrutture, Abodi chiarisce: “Dobbiamo accogliere i tifosi italiani con lo stesso decoro con cui vengono accolti in Europa. Per gli stadi bisogna snellire la burocrazia e rendere più veloci gli iter per approvazione e costruzione delle nuove strutture”.

In chiusura, poi, il ministro non si è risparmiato una battuta sui diritti televisivi: “Stiamo lavorando alacremente alla riforma della Legge Melandri in merito alla gestione dei diritti audiovisivi. Abbiamo come obiettivo quello di migliorare in modo significativo la fruibilità del calcio e gli introiti da esso derivati, il calcio è un settore fondamentale”.

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