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Sanremo – Eurovision: rivoluzione in vista?

In vista di Sanremo 2027 potrebbe esserci una vera e propria rivoluzione e far diventare la quarta serata una gara a sé destinata a trovare il rappresentante italiano all'Eurovision, così scomparirebbero le cover

3 Min di lettura

La discussione su Sanremo 2027 entra sempre più nel vivo e Dagospia rivela che c’è un braccio di ferro tra la case discografiche e i vertici Rai. Il nodo su cui si poggia la discussione è l’Eurovision. Attualmente il vincitore del festival accede automaticamente alla gara europea, se dice di no, ci va il secondo classificato, e così via. Ma adesso spunta un’ipotesi all’orizzonte: trasformare una delle 5 serate del festival e dedicarla all’elezione del rappresentante italiano all’Eurovision. La serata designata sarebbe la quarta, quella del venerdì, ovvero quella delle cover, che in questo modo andrebbe a scomparire (nonostante il seguito).

Sanremo, il braccio di ferro tra case discografiche e Rai

Quindi da una parte ci sono le case discografiche che premono per questa rivoluzione. Così facendo un artista abbastanza quotato e in voga potrebbe accettare più facilmente di partecipare, poiché le possibilità di vincere sono due. Non solo, così il venerdì dovrebbe ragionare più sulla coreografia e la messa in scena, che dovrebbe essere in stile Eurovision. Infatti, Dagospia rivela che se questa rivoluzione dovesse essere messa in atto, Annalisa sarebbe già il primo nome dato per certo.

Dall’altra parte, però, la Rai e il team di esperti Eurovision non sono d’accordo: ‘squadra che vince non si cambia’, avrebbero detto. Infatti negli ultimi anni il vincitore di Sanremo si è sempre piazzato bene nella classifica europea.

Sanremo, l’ultimo anno di Tele Meloni

Ma le case discografiche sembrerebbero certe di queste volontà e non pronte ad indietreggiare, con la minaccia di “boicottare” nuovamente il festival, come fatto con quest’ultimo di Conti. Ma stavolta c’è Stefano De Martino su cui la Rai punta e che non può sbagliare. E sullo sfondo c’è Tele Meloni, l’ultimo anno prima delle elezioni: il palco di Sanremo sarà una delle ultime carte che potrà giocarsi il governo.

Insomma, mentre si discute su questo festival e sulla struttura ‘rivoluzionata’, gli artisti sembrano in balia delle case discografiche, mentre Stefano De Martino vuole solo il meglio per il suo primo festival di Sanremo della carriera.

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