Pubblicità
Antichi Telai 1894

Meloni punisce Israele a metà: sì alle sanzioni ai ministri, no allo stop commerciale

Il nostro Paese potrebbe accettare le sanzioni nei confronti dei coloni violenti e dei ministri di estrema destra israeliani, ma non la recisione dei rapporti commerciali tra Paesi europei ed Israele. Nel primo caso, l'Italia conta sul fatto che il voto sarà a maggioranza assoluta, per cui è possibile che l'Ungheria voti contro e quindi annulli la votazione; nel secondo la speranza è quella di avere il supporto del tedesco Merz

4 Min di lettura

Il tempo stringe e l’Italia è alle strette. La posizione del nostro Paese sulle possibili sanzioni ad Israele in riferimento alla guerra a Gaza resta in bilico su un filo sottile. Il governo di Giorgia Meloni è serratissimo solo dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, trapela qualche notizia sulle riflessioni dell’esecutivo. “Abbiamo sempre detto di essere contrari all’offensiva su Gaza per i rischi alla popolazione civile, ma non certo per difendere Hamas“, ha sostenuto, chiarendo che l’Italia chiede un cessate il fuoco immediato e il rilascio immediato degli ostaggi.

Al contempo, però, “riconoscere oggi la Palestina sarebbe solo retorica“. Roma, quindi, non cambia direzione, pur consapevole di tutte le difficoltà che staccarsi dalla Francia comporta. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha infatti ribadito la volontà di riconoscere lo Stato della Palestina nella prossima riunione del Consiglio dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. L’Italia, invece, mantiene la linea dettata dalla premier, la quale sostiene che il riconoscimento potrà essere preso in considerazione solo a seguito dell’eliminazione di Hamas dalla Striscia di Gaza.

Oggi, però, la situazione diviene più complessa. L’Italia deve decidere come votare in relazione alle sanzioni che l’Unione europea vuole comminare allo Stato di Israele. Una decisione piuttosto complessa che mette il governo in una certa difficoltà. Dopo lo strappo con la Francia è possibile allontanarsi anche dalla Germania? La strategia del premier avrebbe come obiettivo proprio la ricerca di una sponda tedesca.

Meloni, la strategia per avvicinarsi al cancelliere Merz

Il nostro Paese potrebbe accettare le sanzioni nei confronti dei coloni violenti e dei ministri di estrema destra israeliani, ma non la recisione dei rapporti commerciali tra Paesi europei ed Israele. Nel primo caso, l’Italia conta sul fatto che il voto sarà a maggioranza assoluta, per cui è possibile che l’Ungheria voti contro e quindi annulli la votazione.

Nel secondo, invece, la votazione sarà a maggioranza qualificata. Meloni conta sulla sponda tedesca, ovvero sulla possibilità che il governo di Friedrich Merz decida di votare contro alla decisione del consiglio europeo. In questo modo, i loro voti opposti andranno ad unirsi a quelli di Ungheria e Repubblica Ceca, andranno ad annullare il possibile stop ai rapporti commerciali con Israele fino alla fine del conflitto.

A dare forza a questa tesi c’è la decisione del governo dello scorso agosto che aveva portato l’Italia a votare contro l’eliminazione del programma di ricerca Horizon, portato avanti insieme ad Israele. In entrambi i casi, comunque, c’è la volontà del premier di punire direttamente coloro che continuano a proporre la strage in Palestina, evitando però di colpire anche i rapporti commerciali e la salute economica dell’Italia.

Una decisione che potrebbe infuocare nuovamente i rapporti con le opposizioni, visto che le forze politiche del centrosinistra continuano a chiedere una mobilitazione del Paese dura nei confronti dello Stato ebraico. “Non possiamo andare avanti come se nulla fosse, mentre Gaza brucia“, ha sostenuto il democratico Beppe Provenzano, seguito poi da Riccardo Magi di +Europa, il quale ha sottolineato come “oggi Gaza stia morendo, come stanno morendo i valori occidentali“.

La richiesta principale riguarda il riconoscimento dello Stato della Palestina. Uno dei punti su cui, appunto, il governo sembra più convinto. “Cosa riconosciamo? Lo Stato rappresentato da Hamas o dall’Autorità palestinese? Noi con Hamas non vogliamo avere nulla a che fare“, ha spiegato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, chiudendo la questione una volta per tutte.

© Riproduzione riservata

TAGGED:
Condividi questo Articolo
Pubblicità