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Farmacia Clinica, tra intelligenza artificiale ed etica della cura, la sfida di un SSN a misura d’uomo | INTERVISTA

Coniugare gli algoritmi con l'amore per il paziente e la lezione di San Francesco: al centro del dibattito la necessità di un adattamento sociale che trasformi la farmacia clinica nel pilastro umano della sanità di domani

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Il IV corso teorico-pratico di farmacia clinica ha posto al centro del dibattito la necessità di coniugare l’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale con l’etica e la centralità della persona. Di fronte alle sfide poste dalla transizione demografica e dalla sostenibilità delServizio Sanitario Nazionale(SSN),il convegno ha evidenziato il ruolo cruciale del farmacista clinico quale ponte etico tra medico, tecnologia e paziente.Durante la prima giornata sono stati diversi gli interventi volti a rinnovare la lettura del ruolo del SSN.

L’innovazione guidata dall’uomo: tra intelligenza artificiale ed etica della cura

La senatrice Beatrice Lorenzin, durante il suo intervento, ha esordito con questa domanda:“E’ possibile portare tecnica, etica e innovazione e amore ai pazienti del nostro paese?Per me si”, sottolineando come il primo dovere etico di chi organizza la sanità sia proprio quello lavorare con un obiettivo preciso: prendersi cura delle persone.

Lorenzin parla di necessità di un adattamento sociale. Il contesto attuale vede il sistema salute immerso in unatriplice transizione geopolitica, climatica e, soprattutto, demografica. Quest’ultima sta cambiando radicalmente i bisogni della popolazione italiana. Con una società sempre più anziana, la risposta non può essere esclusivamente sanitaria, ma deve diventare sociale. L’organizzazione delle comunità deve quindi evolversi e adattarsi rapidamente per non lasciare nessuno da solo.

Oggi dobbiamo essere in grado di capire: “Se abbiamo i mezzi di somministrare l’innovazione ai nostri pazienti nel modo giusto ed equo”. Secondo lei è possibile ma ciò deve diventare una priorità. Il farmacista critico si deve collocare tra paziente, medico e IA. Nella programmazione necessitiamo dell’inserimento degli aspetti umani. L’intelligenza artificiale va bene, solo se è l’umano che la gestisce. Poi conlude:“San Francesco accoglie la vulnerabilità, lui che ha avuto malattie così pesanti. Questo ci rimane dopo 800 anni. Il messaggio universale è una cosa potente”.

Sanità pubblica e dignità: l’attualità del messaggio francescano nel sistema moderno

San Francesco d’Assisi è stato uno dei temi principali del primo giorno di convegno. Quest’anno sono 800 gli anni trascorsi dalla sua morte. La sua figura richiama il valore della cura come atto di giustizia e responsabilità.Ma applicare la lezione di San Francesco d’Assisi a un sistema sanitario moderno e digitalizzato non è una missione così semplice.

In merito il consigliere Marco Villani si è espresso così:“Il sistema Italiano è un sistema all’avanguardia, bisogna essere attenti quando si parla di salute e riconoscere lo sforzo dell’intervento pubblico verso la salute delle persone.San Francesco era molto attento alla cura della salute, anche personale. E’ morto giovane ma fino alla fine tentò ogni tipo di cura, non per vivere meglio ma per vivere. Il suo obbiettivo era di portare tutti in paradiso”.

Il Padre Serafico era convinto che per portare gli uomini in paradiso, bisogna metterli in condizione di vivere una vita dignitosa. L’idea di San Francesco è che esistano degli ultimi e che ci siano persone a cui andare in contro, conclude Villani,“che hanno necessità del nostro aiuto e del nostro conforto. Essere ultimi non significa essere rinnegati dalla società ma essere con un attimo di ritardo, può capitare macome ha detto ieri fratello Pizzaballa: ‘il dolore va sempre ascoltato’, questo era l’insegnamento di Francesco, ascoltare il dolore e lenirlo dove possibile”.

L’incognita dell’IA sulla spesa sanitaria: la necessità di una strategia europea

Secondo il presidente emerito della Corte Costituzionale, Antonio Baldassarre, il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) si trovaoggi di fronte a un bivio storico in cui i princìpi fondamentali del diritto alla salute si scontrano con la dura realtà dei bilanci pubblici e con la rapidità dell’evoluzione tecnologica. Da un lato, la necessità costituzionale di garantire cure a tutti; dall’altro, la gestione di costi sempre più imponenti e l’impatto imprevedibile dell’Intelligenza Artificiale.

Questa doverosa attenzione ai ceti meno abbienti si scontra inevitabilmente con la sostenibilità economica. Oggi, se si considerano in modo aggregato tutte le fonti di finanziamento della spesa sanitaria e assistenziale, includendo anche le prestazioni gestite dall’Inps, la cifra complessiva supera i150 miliardi di euro.Si tratta di un carico notevolissimo per le casse dello Stato, che deve fare i conti con un crescente deficit di bilancio e con la morsa dei debiti nazionali.Questo problema, tuttavia, non è isolato: la pressione finanziaria sulla sanità è una sfida che accomuna ormai la quasi totalità degli Stati occidentali, stretti tra l’invecchiamento della popolazione e la scarsità delle risorse.

In questo scenario già complesso dobbiamo tenere conto della variabile dell’Intelligenza Artificiale applicata alle cure e all’assistenza. L’impatto a lungo termine di queste tecnologie sul sistema salute è ancora estremamente delicato e non abbiamo ancora i mezzi per fare delle previsioni in merito. Secondo Baldassarre sarà fondamentale per“l’Europa fare dei programmi di sviluppo molto più forti e importanti di quanto sta facendo ora”, per riuscire ad implementare l’IA nella maniera corretta.

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