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Rilascio ostaggi, Hamas consegna gli altri 13: ora sono tutti liberi

L'attesa è finita. Gli ostaggi in vita che erano ancora nelle mani di Hamas sono stati tutti rilasciati. I primi sette sono già in Israele mentre gli altri 13 sono appena stati consegnati alla Croce Rossa internazionale

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Alon, Ziv, Gali, Guy, Omri, Eitan Mor e Matan Engerst e Bar Kuperstein, Eviatar David, Rom Breslavsky, Yosef Chaim Ohana, Segev Kalfon, Avinan Or, Elkana Buchbot, Maxim Harkin, Nimrod Cohen, Matan Tsengauker, David e Ariel Cuneo ed Eitan Horn. Sono loro, sono i 20 ostaggi in vita nelle mani di Hamas da quel drammatico 7 ottobre 2023 che sono stati liberati. I primi sette sono arrivati in Israele mentre gli altri 13 sono stati presi in consegna dalla Croce Rossa internazionale e sono in viaggio verso casa.

Nel pomeriggio, invece, è prevista la consegna delle salme di tutti coloro che hanno perso la vita in questi due anni dal rapimento. Insomma, l’attesa è finalmente terminata e a darne notizia è lo stesso esercito israeliano spiegando che i rapiti saranno sottoposti a un piano di screening medico presso l’ospedale da campo di Re’im, dove incontreranno i loro familiari più stretti e i loro cari per la prima volta in due anni.

Due anni che sembravano non vedere la luce in fondo al tunnel, invece la speranza non muore mai e finalmente i rapiti potranno tornare a casa. Gli ostaggi hanno attraversato il confine con il territorio israeliano con le forze di difesa israeliane e lo Shin Bet. E dopo un primo check saranno quindi trasferiti in ospedale per essere sottoposti a controlli più approfonditi.

Mentre i volontari della Croce Rossa erano in viaggio verso l’ulteriore punto d’incontro nella parte meridionale della Striscia di Gaza, membri di Hamas hanno fatto videochiamate alle famiglie degli ostaggi ancora nell’enclave per farle parlare con i loro cari.

A partire da oggi, come si legge in una nota della Croce Rossa, le squadre dell’organizzazione di volontariato accoglieranno gli ostaggi trattenuti a Gaza e li trasferiranno alle autorità israeliane. In un’operazione separata, trasferiranno i detenuti palestinesi trattenuti nei luoghi di detenzione israeliani a Gaza e in Cisgiordania.

Al contempo, i volontari faciliterà inoltre il trasferimento delle salme dei defunti, in modo che le salme dei defunti, in modo che le famiglie possano seppellire i loro cari con dignità. Le operazioni, viene ricordato, “sono estremamente complesse e richiedono una meticolosa pianificazione logistica e di sicurezza per ridurre al minimo il rischio di vita per chiunque sia coinvolto” e si ribadisce anche che è responsabilità delle parti in accordo garantire che vengano condotte in sicurezza e con dignità.

In questa giornata che passerà alla storia, ci sarà anche la firma ufficiale dell’accordo di pace di Gaza a Sharm el-Sheik, in Egitto. Alla cerimonia, Israele non sarà presente per seguire a vicino, gestire e controllare il rilascio degli ostaggi. I leader e i capi di Stato mondiali saranno invece circa 20, tra questi ovviamente il presidente a stelle e strisce Donald Trump, che affiancherà il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, nel corso della cerimonia, il presidente egiziano, Abdel Fattah al Sisi, l’omonimo francese, Emmanuel Macron nonché il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Insieme a loro anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro britannico Keir Starmer, nonché il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres e il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa.

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