Seppur la speranza di uncessate il fuoco inLibanosembrava essersi fatta concreta, le nuove dichiarazioni del premier israelianoBenjamin Netanyahudurante una riunione del gabinetto di sicurezza, non lasciano spazio a fraintendimenti:“Al momentonon c’è accordo, Hezbollah si oppone, e quindi non prenderò una decisione. Se accetteranno, lo sottoporrò alla vostra approvazione“.
Il governo israeliano dunquenon ha ancora approvato l’attuazione del cessate il fuocotra Israele e Libano mediato dagli Stati Uniti. Esso prevedeva un cessate il fuoco condizionato allo stop completo delle azioni di Hezbollah e all’allontanamento dei suoi miliziani dall’area a sud del fiume Litani. Oltre a questo, anche la creazione di “zone pilota” nel sud del Libano, affidate al controllo esclusivo dell’esercito libanese.
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Il premier libaneseNawaf Salam, sostenitore dei negoziati con Israele, ha annunciato un “primo passo pratico e tangibile” verso Israele: l’inizio del dispiegamento dell’esercito in alcune aree a maggioranza cristiana,dopo un limitato ripiegamento israeliano. Dall’altra parte il leader del partito armatoNaim Qàssem, ha continuato a definire l’accordo“una capitolazione e una sconfitta” e ha annunciato che “non ci sarà sicurezza per il nord di Israele senza sicurezza per i villaggi del sud del Libano“.
Continuano i raid nel Libano
Una tregua appare dunque lontana. Una fonte della Difesa civile ha riferito all’Afp che nella notte almeno sette persone sono morte in attacchi israeliani sulla città diTiro, nel sud del Libano. Un raid nei pressi dell’ospedaleJabal Amelavrebbe provocato quattro morti e sette feriti, oltre che lievi danni alla struttura sanitaria. Un altro avrebbe invece ucciso tre persone e ferite altre cinque, tra cui due bambini.
Solo la scorsa settimana le Forze di Difesa Israeliane hanno eliminatoAbd Harb, comandante di un’unità di
ingegneria di Hezbollah che si occupava dell’assemblaggio e dell’utilizzo di ordigni esplosivi destinati a colpire le forze israeliane impegnate nel Libano meridionale. Harb era responsabile dinumerosi attentati contro i soldati delle Idf,dalla Seconda Guerra del Libano fino ad oggi.
Tregua incerta, escalation militare e vittime
Secondo il ministero della Salute libanese il bilancio è di3.526 vittime in tre mesi.Tra queste anche uncasco blu serbo dell’Unifil, ucciso da colpi di mortaio nel settore orientale del fronte. Il segretario generale dell’Onu,Antonio Guterres, ha chiesto la fine degli attacchi contro i caschi blu mentre il titolare della Farnesina,Antonio Tajani,ha ribadito come in Libano l’Italia sia pronta a fare di più, anche bloccando i finanziamenti illeciti a Hezbollah.
In Israele intanto il ministro della difesa,Israel Katz, ha definito l’iniziale accordo con il Libano “un grande risultato” e si è dimostrato fiducioso del fatto che l’intesa possa aprire la strada alla pace, al disarmo di Hezbollah e al suo allontanamento dal sud del Litani.Tuttavia non tutti i membri del governo sarebbero d’accordo con lui.
Il ministro della sicurezza nazionale,Itamar Ben Gvir, ha parlato di “grave errore“, accusando i consiglieri del premier Netanyahu di trascinarlo verso decisioni sbagliate. La situazione appare dunque fragile, l’escalation militare sembra tutt’altro che evitata e l’unico dato certo è l’aumento del bilancio delle vittime sia sul fronte del Libano che su quello di Gaza.
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