Dopoil video dei coniugi Obamacon il volto e il corpo di scimmie e la foto di Donald Trump su un trono e con la corona da re, la Casa Bianca ha sconvolto le opinioni pubbliche mondiali con nuove immagini pubblicate sui suoi canali ufficiali. Stavolta, al centro della questione ci sono i bombardamenti in Iran.
In un reel di pochi secondi, infatti, si possono vedere alcuni momenti dell’operazione ‘Epic fury’ contro l’Iran. Sono ripresi i caccia militari decollare e sganciare bombe su Teheran, al rallentatore. Nulla di strano, se non fosse che ad accompagnare le immagini c’era una musica piuttosto ironica:la Macarena. La celebre hit del 1993 è quindi divenuta immediatamente motivo di discussione.
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La maggior parte dei commenti, infatti, ironizza su questa scelta musicale. “Non posso credere che la Macarena sia diventata la colonna sonora della Terza Guerra Mondiale“, ha scritto in maniera sarcastica uno degli utenti che ha commentato il video. Gli utenti americani, però, non sono stati gli unici a voler commentare quanto accaduto.
La reazione della Russia al video Usa sull’Iran
Anche laRussianon ha apprezzato molto la scelta, come spiegato dalla portavoce del ministero degli Esteri russo,Maria Zakharova, che criticato la Casa Bianca per la sua scelta. La rappresentante di Mosca ha ricordato che questo video è stato pubblicato proprio negli stessi momenti in cui in Iran si stavano celebrando i funerali dei bambini che sono stati uccisi dagli stessi raid messi in atto dagli Stati Uniti.
“Questo, ovviamente,non è più cinismo o doppi standard. È di questo che ha parlato oggi il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov durante la sua conferenza stampa: fino a che punto sono disposti ad arrivare?“, ha spiegato Zakharova. Le sue parole fanno riferimento alle notizie giunte lo scorso 28 febbraio, quando è stato reso noto che nei raid messi in atto da Washington e Tel Aviv contro l’Iran sarebbe stata colpita anche una scuola elementare femminile nella città di Minab.
Nell’attaccosarebbero morte 165 persone, come riferito dall’agenzia di stampa Tass, tra cui studentesse, genitori e insegnanti. Una tragedia al momento senza spiegazione, che dimostra come la guerra porti con sé sempre vittime civili, anche le più indifese.
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