L’Iran rivendica la forza delle capacità militari nonostante gli attacchi subiti e rilancia la propria posizione. Il comandante in capo dell’esercito iraniano, Amir Hatami, ha dichiarato che le forze armate della Repubblica islamica hanno continuato a utilizzare missili e droni “con la massima intensità fino all’ultimo momento”, nonostante gli sforzi del “nemico” per colpire e distruggere le infrastrutture militari del Paese. Le dichiarazioni, riferite dall’agenzia Fars, evidenziano la linea di Teheran. Infatti, l’Iran ammette di aver subito perdite umane e danni a infrastrutture, ma sostiene di non aver visto compromesse le proprie principali capacità operative.
“Nella logica militare, gli aggressori sono considerati vittoriosi quando raggiungono i loro obiettivi”, ha spiegato il comandante, sottolineando però che in una guerra difensiva “il fallimento del nemico nel raggiungere i suoi obiettivi significa la vittoria del difensore”. Secondo Hatami, le forze armate iraniane continueranno a opporsi al nemico con forza, iniziativa, creatività e coraggio. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che il Paese non accetterà compromessi sulla propria sicurezza nazionale e risponderà a qualsiasi eventuale attacco, rispondendo “al fuoco con il fuoco”. È questa la posizione del ministro riportata dall’emittente statale iraniana Press Tv.
L’Iran respinge la dichiarazione di Washington sulla riapertura dello Stretto di Hormuz
Si complica anche lo scontro riguardo la situazione dello Stretto di Hormuz. Infatti, la Marina dei Guardiani della Rivoluzione iraniana ha respinto le dichiarazioni provenienti dagli Stati Uniti relative alla riapertura dello stretto. Secondo i Pasdaran, il passaggio non sarebbe nuovamente accessibile alle imbarcazioni che non abbiano effettuato prima un coordinamento con le autorità iraniane. La notizia è stata diffusa attraverso la televisione di Stato iraniana Irib.
L’Iran ha definito false le affermazioni arrivate da Washington, accusando gli Stati Uniti di diffondere informazioni non veritiere sulla situazione dello stretto. Inoltre, Teheran sostiene che la gestione dei transiti rimarrà legata alla cessazione delle operazioni militari statunitensi e al rispetto delle condizioni fissate dalle autorità iraniane.
Secondo i Pasdaran, le dichiarazioni americane sulla riapertura di Hormuz avrebbero l’obiettivo di influenzare i prezzi del petrolio e di occultare quelli che Teheran considera fallimenti militari degli Stati Uniti. Attualmente, quindi, emergono 2 versioni inconciliabili, da un lato Washington parla di riapertura, mentre dall’altro Teheran nega che il passaggio sia liberamente accessibile.
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