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Eurovision, la Spagna assente, Sanchez: “Siamo dalla parte giusta della storia”

La Spagna ha deciso di boicottare l'Eurovision perché è stato permesso di partecipare a Israele, sulla questione interviene oggi Sanchez. Anche Irlanda, Islanda, Paesi Bassi e Slovenia scelgono di intraprendere la stessa strada

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Domani 16 maggio si terrà la finale dell’Eurovision, in genere ci sono 5 Paese che sono automaticamente presenti, senza dover superare i gironi della semifinale: Italia, Francia, Regno Unito, Germania e Spagna. Ma quest’ultimo Paese ha deciso di boicottare l’evento perché è stato permesso ad Israele di partecipare alla kermesse. Non solo, lo Stato ebraico è riuscito anche a superare la semifinale e quindi ad oggi ha possibilità di vincere.

Già prima che si tenesse la votazione in Ebu la Spagna aveva avvisato che avrebbe potuto boicottare l’evento se non fossero stati presi provvedimenti – cosa che succede da 4 anni con la Russia-, ma alla fine Israele non è stato escluso e così il Paese spagnolo ha deciso di mantenere le promesse e di rinunciare alla kermesse per quest’anno.

Sanchez sull’Eurovision: con convinzione dalla parte “giusta della storia”

Con un video pubblicato su X, Pedro Sanchez ha detto: “Quest’anno non saremo all’Eurovision, ma lo saremo con la convinzione di schierarci dalla parte giusta della storia. Per la coerenza, la responsabilità e l’umanità. Quest’anno, quindi, sarà diverso. Sì, non saremo a Vienna, ma lo faremo con la convinzione di essere dalla parte giusta della storia“.

Secondo lui “è una questione di coerenza, responsabilità e umanità“. Secondo Sanchez questo è un modo per opporsi all’ingiustizia, dato anche l’impegno costante da parte di Madrid per i diritti umani e il diritto internazionale. Secondo lui il sostegno ad un Paese colpito dalla guerra si esprime anche in questo modo, attraverso un contesto culturale e musicale.

Poi Sanchez spiega: “Quando la Russia ha invaso l’Ucraina, è stata esclusa dal festival e la Spagna ha appoggiato quella decisione. Questi principi devono essere applicati anche quando si parla di Israele; non ci possono essere due pesi e due misure“.

Il presidente ha ricordato che “davanti guerra e genocidio, il silenzio non è un’opzione”. Così, come hanno fatto anche Irlanda, Islanda, Paesi Bassi e Slovenia, la Spagna non sarà presente alla finale dell’Eurovision per lanciare un messaggio importante che però, finora, non è stato ascoltato.

© Riproduzione riservata

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